E' tornato Seabiscuit, un mito senza tempo.
CANALE 5 ha mandato in onda, nel pomeriggio di sabato 7 luglio, il film 'Seabiscuit, un mito senza tempo', tratto dal best seller letterario di Laura Hillenbrand (in Italia editore 'Equitare per bellezza', costo 25,00 euro). Seabiscuit è stato il galoppatore leggendario che ha saputo appassionare e commuovere l’intera America, grazie a tre uomini (il proprietario Charles Howard, il fantino Red Pollard e l’allenatore Tom Smith) che seppero trasformare un cavallo ritenuto poco più che un brocco in un fuoriclasse. Il duello tra il ‘biscotto di mare’ con il famosissimo War Admiral, che proponiamo ai nostri lettori nelle fasi conclusive, si disputò all’ippodromo Belmont Park, ebbe 100.000 dollari in palio (almeno 10 milioni ai giorni nostri) e tenne inchiodati davanti alla radio tutti gli americani, compreso il presidente del New Deal, Franklin Delano Roosevelt.
…Woolf (il fantino che sostituì Pollard infortunato – ndr) si abbassò sulla sella e parlò all’orecchio di Seabiscuit, chiedendogli di dare tutto quello che poteva. Seabiscuit lo ascoltò. War Admiral cercò di ribattere, tenendosi accanto a Seabiscuit per ancora pochi passi, ma non giovò a nulla. Scivolò a lato di Seabiscuit, come se la forza di gravità lo stesse tirando indietro. Le orecchie di Seabiscuit balzarono in alto. Woolf fece un piccolo movimento con la mano.
'Arrivederci Charlie'. Aveva coniato una frase che i fantini avrebbero usato per decenni.
Galoppando a fondo, con Woolf appiattito sulla groppa, Seabiscuit volò attraverso la corsìa libera, una penisola della pista che si andava restringendo sotto la pressione della folla. Nel tratto centrale, un ostacolo dello steeple chase era crollato, una fila di uomini era precipitata sulla fila di poliziotti e ora stava ritta sullo steccato interno vicino al traguardo, chinata giù verso Seabiscuit e tifando per lui. La voce di Clem McCathy irrompeva nel microfono. 'Seabiscuit di tre! Seabiscuit di tre!'. Non si era mai sentita un'ovazione simile. Le braccia penzolavano e le bocche restavano spalancate nell’incredulità mentre Seabiscuit, dimenando le orecchie, arrivava. Migliaia di mani puntarono dal prato centrale, allungandosi per accarezzargli le spalle mentre volava via.
Quando non riuscì più a sentire gli zoccoli di War Admiral battere la pista, Woolf guardò indietro. Vide la sagoma scura lontana circa dieci metri, che ancora lottava per raggiungerlo. Si era sbagliato sul conto di War Admiral: era coraggioso. Woolf sentì un moto di empatia. ‘Vidi qualcosa di commovente negli occhi di War Admiral – avrebbe detto successivamente – sembrava come se stesse andando in pezzi. Non credo che sarà capace di un’altra corsa. Anche ai cavalli ,signori, si può spezzare il cuore, proprio come agli esseri umani.
L’uomo di ghiaccio si raddrizzò e cavalcò verso il palio d’arrivo, a faccia in giù. Seabiscuit veleggiò dentro la storia, in testa di quattro lunghezze, correndo con facilità.
Dietro di lui scoppiò il pandemonio.

























