Crisi alla FISE, la parola a Massimo Arcioni
Caro Direttore, nella mia attuale posizione di consigliere del Comitato Lazio della FISE, ho avuto modo di rapportarmi con molte società ed associazioni ed ho riscontrato una notevole disinformazione di cosa stia succedendo rispetto alle vicende politiche della Federazione centrale. Io stesso faccio fatica a comprendere le vere motivazioni, nonostante l’attuale Presidente ce le avesse comunicate il 18 gennaio alla fine della cerimonia di premiazione degli atleti del Lazio.A mio parere la causa di base sta nel fatto che noi affidiamo il nostro voto a candidati che non conosciamo, che ci vengono “segnalati” da persone che hanno il loro tornaconto. Mentre dovremmo essere più partecipi e consapevoli del nostro voto.
La dimostrazione è che abbiamo eletto un Presidente con un buon programma elettorale , con il 90% dei voti e con un consiglio i cui componenti erano a Lui graditi ed ora, a distanza di 12 mesi, il consiglio non va più bene e viene fatto decadere perché alcuni dei consiglieri “..non gli permettevano di lavorare”?. La Federazione ci riporta al voto con tutto quello che ne consegue circa il fermo della macchina federale per ciò che attiene ai programmi a medio termine ed in vista di importanti scadenze sportive. Per le prossime elezioni è oggettivamente difficile garantire un regolare svolgimento democratico di un’assemblea elettiva del consiglio federale con un Presidente già in carica. Sono due gli organi centrali di garanzia dell’elettorato: è rimasto solo quello monocratico e ciò è anomalo. Tuttavia il criterio di scelta dei consiglieri dovrebbe essere comune alle altre federazioni, il candidato deve avere competenze in ambito equestre e requisiti minimi quali: essere un tesserato presidente di associazione affiliata o un atleta o un tecnico; sarebbe auspicabile un’ eventuale esperienza di amministratore. I candidati non devono avere conflitti di interessi (vedi imprenditori) ,non devono essere politici, né sponsorizzati dai politici, la Federazione deve riconquistare la propria autonoma dignità gestionale pur rapportandosi con gli Enti governativi centrali e locali. L’altro importante criterio di scelta è che devono essere conosciuti da chi li vota e dovrebbero essere possibilmente espressione del territorio per poter meglio rappresentare anche le problematiche locali in modo che le riunioni di Consulta diventino uno strumento più operativo.
IL COMPITO DI UN CONSIGLIERE
La prima cosa che mi viene in mente è “cosa non dovrebbe fare”: per esempio non ricoprire incarichi gestionali, dovrebbe essere un volontario al servizio dello sport, deve essere, il più assiduamente possibile, presente alle riunioni di Consiglio e deve lavorare affinchè, con assoluta etica e senza pregiudiziali (dunque senza conflitti di interesse), venga realizzato il programma elettorale condiviso col suo Presidente pur esprimendo eventuali divergenze e proposte migliorative all’interno del consiglio medesimo. L’operato degli organi deliberanti , non per effetto di articoli richiamati dallo statuto ma per vocazione dei componenti il Consiglio e del Presidente all’assunzione di responsabilità di fronte al corpo elettorale, dovrebbero essere pubblicati insieme ai bilanci preventivi e consuntivi della gestione complessiva della Federazione ed in particolare di ciascun dipartimento affinché gli affiliati, gli aggregati ,i cavalieri, i tecnici e tutti coloro che prestano la loro opera per la Federazione abbiano maggiore chiarezza e coinvolgimento alla vita federale, affinchè si remi tutti verso obiettivi condivisi. Per quanto riguarda il Consiglio, questo, sappiamo tutti (è scritto nello Statuto) che è “un organo di garanzia che dirige e amministra l’attività federale, predispone i programmi in conformità alle direttive approvate dall’Assemblea nazionale e ne cura l’attuazione per perseguire i fini istituzionali. Vigila sull’osservanza dello Statuto e delle norme federali”.
LA STRUTTURA FEDERALE
Come dicevo, la parte operativa delle discipline sportive deve essere affidata ai Responsabili dei Dipartimenti, scelti con criteri di merito ed al di fuori di incarichi assunti a livello elettorale (Presidenti di Comitato o Consiglieri). La Federazione dovrebbe dotarsi di un ufficio Corporate che controlli che tutte le funzioni degli organi deliberanti (Presidente e Consiglio) ripettino i principi di onestà, fiducia, apertura mentale, orientamento ai risultati, responsabilità, rispetto reciproco e impegno nella società. Definisca i luoghi, i suoi utilizzi e la natura dei messaggi istituzionali ai media ed agli Enti di Governo centrali. I responsabili dei Dipartimenti dovranno interpretare la strategia dei programmi indicati dagli organi deliberanti, per i loro rispettivi settori e presentare al Consiglio Federale i progetti di sviluppo , quest’ultimo approverà i progetti assegnando un relativo budget di spesa autonomo per la realizzazione. Tutte le voci di spesa e/o le eventuali entrate saranno registrate da una Funzione Amministrativa e Finanziaria ed attribuite ai capitoli di bilancio di ogni Dipartimento. Ogni 4 mesi ciascun responsabile dei Dipartimenti rendiconterà le fasi di avanzamento dei progetti al C.F. Mentre a fine anno, su base del consuntivo annuale, sarà valutato dal C.F. il lavoro svolto in base al raggiungimento degli obiettivi dai resp. dei Dipartimenti e sarà rinnovata o meno la fiducia per l’anno successivo così come pure per le altre figure di dirigenza amministrativa.
LA STRUTTURA IMPIEGATIZIA
Noi abbiamo una risorsa umana e professionale in Federazione che non esprime al meglio la propria potenzialità. A mio avviso bisogna intervenire motivando il personale e farlo lavorare con le certezze dovute in quanto a chiarezza delle proprie mansioni e funzioni gerarchiche, del loro grado di autonomia e dei diritti. Penso che dovrebbe esserci un Responsabile funzionale delle Risorse umane per la gestione degli aspetti contrattuali e di profilo che provveda alla formazione del personale ed un Responsabile gerarchico che, per la parte sportiva, coincide con il responsabile del Dipartimento, il quale dovrà distribuire il lavoro in funzione dei carichi, dovrebbe essere introdotta la scheda di valutazione del merito del dipendente che andrebbe discussa direttamente dal Capo Dipartimento ed il dipendente, in funzione di questa, eventuali proposte dovranno essere avanzate al Resp. R.U. per forme di gratificazione salariale o di job o altro. Se vogliamo salvare questa Federazione e lo sport che rappresenta, spero che il 27 i Presidenti esercitino il loro diritto al voto , che ognuno voti per il candidato che conosce e non per cordate precostituite, diamo un segnale FORTE di cambiamento alla dirigenza.
MASSIMO ARCIONI


























