Con Malù una scelta professionale è diventata scelta di vita
Sono cresciuta a Merano, in mezzo ai boschi. Da quelle parti quasi tutti hanno un cavallo, per fare passeggiate o anche solo per compagnia; la mia però non era una famiglia “equestre”, vivevamo in città, e quindi i cavalli li incontravo solo durante le passeggiate.
Dopo la maturità mi sono trasferita a Milano e ho frequentato la Scuola di Fisioterapia e ho lavorato come fisioterapista in diversi ospedali e strutture sanitarie lombarde.
Il lavoro mi piaceva molto e sono sempre riuscita a costruire un rapporto costruttivo e appagante con i miei pazienti, ma quello che mi immalinconiva era la città. Vivere e lavorare in una città come Milano e chiudermi tutta la giornata in reparto mi intristiva.
Ero convinta che anche per i pazienti fosse molto più proficua una situazione più naturale, con la possibilità di fare fisioterapia in quell’aria aperta che fa tornare la voglia di vivere e favorisce il buon esito della terapia.
E poi… poi ho incontrato il dottor Luciano Cucchi. Primario di Chirurgia infantile di Niguarda, difendeva con forza la necessità di una fisioterapia dedicata e pensata per i bambini e credeva nella possibilità di praticare programmi terapeutici mirati, utilizzando metodologie e strumenti dolci e “non ostili” al bambino.
Luciano Cucchi era anche un grande appassionato e conoscitore di cavalli. Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia della riabilitazione equestre in Italia, visto che già alla metà degli anni 70 fu tra i fondatori dell’Associazione Nazionale di Rieducazione Equestre (ANIRE). Convinto dell’efficacia di questa pratica riabilitativa, specialmente per bambini con disabilità fisiche e psichiche, fu lui a porre le basi teoriche per la nascita di un Centro di Riabilitazione Equestre all’interno dell’Ospedale di Niguarda.
Eravamo sulla stessa lunghezza d’onda e così mi convinse, senza alcuna fatica, a lavorare con i bambini ma soprattutto a imparare tutto dei cavalli e della riabilitazione equestre, trascinandomi in questa bellissima avventura.
Cominciarono anni di studio delle esperienze passate e in corso per sostenere l’efficacia dell’attività rieducativa a cavallo, di scambi, di stage all’estero e di lavoro con i cavalli; imparai a conoscerli, ad addestrarli, a ragionare su quale fosse il modo giusto perché la terapia equestre aiutasse i bambini senza essere sgradevole per i cavalli. Occorreva individuare metodologie e strumenti dolci e fruttuosi sia per i pazienti che per gli animali.
E così nel 1981, arrivò Malù.Quando l’abbiamo visto scendere dal van che lo aveva portato da noi, io e il dottor Cucchi sapevamo di lui solo che aveva dieci anni e un buon carattere. Quello che non sapevamo era che, senza diplomi e senza studi, senza dubbi o paura, lui già sapeva molto di riabilitazione equestre.
Lui aspettava a incamminarsi fino a che non sentiva il paziente tranquillo, sapeva quando rallentare se sentiva irrigidirsi la sua muscolatura, lui allungava indietro la testa quando io chiedevo ai bambini di cercare di toccare le sue orecchie. Lui dava delle poderose musate ai bambini con il broncio, fino a farli ridere…Malù era ospitato nello stabulario dell’ospedale insieme a capre e montoni; e con lui venne avviata l’attività riabilitativa equestre a Niguarda integrata nel reparto di Fisioterapia.
Ero stata coinvolta in un’avventura per niente facile, in una terra di confine tra l’entusiasmo per una terapia di avanguardia, le poche aspettative (se non la diffidenza) di molti medici e pediatri e le ansie dei genitori. Ma avevo dalla mia parte il dottor Cucchi e, soprattutto, Malù.
Il Centro di Riabilitazione Equestre Vittorio di Capua nasce infatti in anni in cui il concetto di riabilitazione vive un momento di profonda trasformazione e noi avevamo fatta nostra la convinzione di Adriano Ferrari, maestro della riabilitazione infantile: “Bisogna rinunciare a curare il male dell’individuo e prendersi finalmente cura dell’individuo con il suo male”.
In questo quadro il cavallo si inseriva nei percorsi di riabilitazione con tutto il potenziale di strumenti che gli sono naturalmente connessi: il ritmo, il movimento, il calore, la corporeità.
Arrivarono altri cavalli, grandi e piccoli, ognuno con le sue peculiarità che lo rendevano adatto per un particolare paziente.I risultati non si fecero attendere; nel giugno 1984 il Centro viene finalmente inaugurato e le sedute di riabilitazione equestre alla fine dell’anno erano più di 2000. Nel 2002 il Centro è stato integrato nella Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza. Oggi ci sono 6 terapisti, 8 cavalli, capre, oche e anatre, gatti e cani, un pavone e gli spazi a disposizione del Centro sono diventati più di un ettaro.
La mia vita è continuata così per oltre trent’anni, all’aria aperta, in mezzo ai bambini e ai cavalli. E sono proprio i cavalli ad avere cambiato la mia vita, non solo permettendomi di lavorare come pensavo fosse giusto… ma anche regalandomi un’esperienza che non mi sarei mai aspettata e che mi ha reso felice, molto felice.



























