Ci ha lasciato Paolo Ferrario, un grande del turf
Quando mancava davvero pochissimo al traguardo dei 100 anni, Paolo Ferrario è mancato all’affetto della famiglia e a quello di tutto il mondo del Turf e del cavallo, la sua “altra famiglia” dal 1952. L’anno in cui nacque la mitica scuderia Fert, una delle formazioni eccezionali della “golden age” del galoppo italiano.
Falk, Ferrario e Tanzi: questi i soci, sempre in perfetta sintonia e per tantissimi anni. Alla fine, da molte stagioni, Paolo Ferrario era rimasto da solo al timone della formazione, sempre con la giubba che ha scandito il divenire degli ultimi 75 anni di galoppo non solo in Italia: il giallo paglierino, inconfondibile per classe e signorilità, tratto distintivo dell’intera vita di Paolo Ferrario.
Un Signore di altri tempi, un gran borghese milanese, colto, raffinato, melomane, bon vivant, educato. Le estati a Deauville, immancabili, sempre con gli amici di una vita. Il pesage di San Siro come seconda casa.
La storia della Fert e dei suoi impareggiabili proprietari si sovrappone perfettamente a quella gloriosa del Turf italiano dagli anni ’50 in poi. I trionfi di Bacuco, due volte a bersaglio nel Roma e nel milanese Jockey Club; l’ultimo sublime squillo con Way To Paris, trionfatore del Saint-Cloud e secondo nel Ganay e nel Milano; la vittoria nella prima edizione del Lidia Tesio con Atala; il derby sfiorato con Teston, alle spalle di Hogart ma poi laureato nell’Italia; Prince Tady, vincitore del Gran Criterium e del Turati, esattamente come Lascro. E ancora Antelio nel Parioli, Latmos secondo nello St. Leger di Weimar.
L’ippica italiana si unisce al dolore di amici e familiari per la scomparsa di un signore del galoppo
Fonte La grande ippica italiana



























