Cavalli inutili? Un atto di accusa all'umanità
“CAVALLI INUTILI?” Il recente lavoro di Roberta Ravello è un libro che colpisce allo stomaco fin dal titolo. Quel punto interrogativo suona infatti come un indiretto atto di accusa contro un modo di pensare (fortunatamente in relativa via di estinzione) che vuole la vita dei cavalli subordinata alla loro possibilità di utilizzazione da parte dell’uomo.
In realtà ciò che la Ravello intende segnalare, attraverso le storie a lieto fine di alcuni equini salvati dal macello e una serie di fotografie (alcune estremamente angoscianti), è lo status “giuridico” assolutamente anomalo nel quale si trovano i cavalli all’interno della società del terzo millennio sospesi tra l’essere percepiti da una parte come animali d’affezione e dall’altra come animali da reddito.
La Ravello esamina le leggi e le normative vigenti, ma espone anche i principi che dovrebbero regolare il rapporto, vecchio di cinquemila anni, fra uomo e cavallo, alla luce della sensibilità moderna che sempre più riconosce al mondo animale vita emotiva, intelligenza e consapevolezza del dolore. Un richiamo forte al senso di responsabilità di chi, per una ragione o per l’altra, scelga di condividere con i cavalli una parte della propria esostenza. Una responsabilità che la Ravello estende, correttamente, a tutta la vita del cavallo descrivendo quel passaggio dalle “stelle alle stalle” che è alla base di molte ipocrisie del mondo equestre. Una lenta discesa verso gli inferi, una sorta di “scala amoris al contrario” (come la definisce l’autrice), in cui tutti fingono di non sapere quale sarà la destinazione finale. “Di mano in mano riceverà sempre meno cure, sempre meno ricompense e la sua vita si farà più dura, tanto che, da oscuro oggetto di desiderio, status symbol di nobiltà e ricchezza, alla fine non varrà più niente per nessuno…..”
Una descrizione che suona agghiacciante nella sua scarna semplicità.
Un testo, insomma che va letto perché ci costringe a pensare e che può essere particolarmente utile in un momento come questo in cui tanto si parla di benessere animale. Perché (ed è questa la nostra personale riflessione) se vogliamo veramente che i cavalli vivano in modo consono alle loro necessità fisiche e mentali, occorre spostare attenzione e cura lungo tutto il percorso della loro vita e non soltanto sulla loro vecchiaia, altrimenti andiamo incontro ad una nuova forma di ipocrisia-
Casa Editrice Equitare 14 euro




























