ANEMA, CORE, CAVALLI, NAPOLI E IL NAPOLI PER LO CHEF DI ROVERETO
Una carica umana e di simpatia, di amore per la vita, di valore e valori che farebbe dire a chi lo conosce che, se Aurelio Caputo non esistesse, bisognerebbe inventarlo.
Ma, fidatevi, non sarebbe un'impresa facile, perché il tipo -imprenditore e chef che con il suo Ristorante Sant'Ilario di Rovereto è stato eletto 9 volte in 10 anni miglior locale di pesce del Trentino e in occasione del Natale ospita pranzi di beneficenza e doni per i bambini bisognosi- ha 'segreti ed ingredienti' che in una persona sola difficilmente li trovi e anche a trovarli poi, farli quagliare insieme, servirebbe un secondo (ammesso ce ne sia mai stato uno) Big Bang.
L'aiutino, tanto per cambiare, viene da dove il nostro proviene, cioè da Napoli, che lui, con Rovereto, prima di 'migrarci' per lavoro, famiglia ("che sono -dice- due delle priorità che mi sono saputo dare"), scelta, occasione e forse pure destino, ci azzeccava, per dirla in 'ricetta' come i cavoli a merenda.
Napoli ci ha messo l'anima, il cuore, l'estro, il carattere empatico ed estroverso, l'inventiva, lo spirito e le passioni...
Quella per il Napoli -è una specie di azionista ad honorem della squadra, amico di società e dei calciatori- che segue anche in capo al mondo ("il prossimo è l'anno del centenario", dice con l'entusiasmo e l'intensità come se a compierli, 100 anni, fossero lui o il suo miglior amico), il culto di Maradona, quella per la cucina appunto, quella per la bellezza, il mare, la musica, le donne che lasciano il segno, i figli che so piezz' 'e core (nel suo caso le figlie, 3, con tanto di 7 nipoti) e naturalmente -per questo ce ne occupiamo, altrimenti era materia da Guida Michelin- i cavalli, cominciando ovviamente da quelli da corsa e del trotto...
L'incontro con i cavalli fu magico: "Dal balcone di casa di mia madre si dominava il Cirigliano di Aversa e dovete sapere che i primi passi da ragazzo e anche i secondi e i terzi da uomo, li ho mossi proprio nell'ippica, come artiere, prima con Antonio Esposito e Raf Palomba e quindi, in scuderia ce lo portai io, con Attilio Golia con il quale sono rimasto sempre grande amico".
Una storia infinita, dettata prima di tutto dall'amore per questo animale stupendo.
Lo chiamò al nord Vittorio Guzzinati, magari meno facile caratterialmente e meno signorile di suo fratello Giuseppe ma, racconta, "un drago capace di sfornare campioni e successi come pochi altri"...
"Mi fece saltare anche il viaggio di nozze -ricorda Aurelio- perché io e Carmen (che adesso, ormai separati da anni gestisce il bar del Sant'Ilario e, anche per le figlie, mantiene un ottimo rapporto con lui, ndr) ci eravamo sposati la domenica e il lunedì mi spedì con i cavalli a Montegiorgio, per la stagione estiva"...
"Erano i tempi dell'ippica amata dalla gente -continua- prima che si arrivasse a dimenticare quasi del tutto perfino i cavalli, le corse e anche le scommesse pensando solo ad arraffare più soldi nell'immediato, rovinando ogni cosa e ferendo a morte o quasi il futuro. Primi tra tutti proprio alcuni tra gli ippici stessi, poi la politica, i concessionari, gli ippodromari e i prenditori al posto degli imprenditori".
Però alle passioni non si rinuncia...
"Certo che no -spiega- solo che si è trasformato in hobby. Un semplice hobby cui però non ho rinunciato nonostante gran parte dell'ambiente faccia di tutto per portare a smettere anche gli appassionati autentici e molte tra le persone per bene, anche se ne restano tante che meritano e tra queste pure alcuni veri amici".
Proprietario e perfino driver amatoriale, nel circuito 'senza frusta' dove ancora il trotto è sport, divertimento, passione appunto e condivisione, occasione di incontri e di viaggi: "Negli ultimi anni -racconta- sono stato in molti ippodromi e vorrei dire che ho molto apprezzato l'ospitalità di Castelluccio, di Palermo e del Garigliano oltre che il rinnovamento di Padova"...
A proposito di Padova, Aurelio vi ha stabilito un record assolutamente imbattibile, conquistando il successo (e per ora sono le uniche vittorie ottenute) per 3 anni consecutivi nella corsa abbinata al concorso di bellezza Miss Ippodromo, la manifestazione organizzata da questa testata...
Una, anzi appunto 3 gioie immense che in un certo senso hanno fatto a pugni con il decadimento del trotto perché se da semplici amatori si riesce a vivere la bellezza e il rispetto per i cavalli, a essere seguiti dai media, a convincere pubblico e critica e a dare comunque spettacolo facendo anche qualche proselite, spiace ancor più non vi riesca il mondo dei professionisti.
In un momento particolare questa cosa lo ha portato a disimpegnarsi temporaneamente dal trotto e anzi ad acquistare una quota importante di un purosangue del galoppo che corre in Irlanda, sta andando bene e che "sono pronto, se come sembra dovesse andare in Australia, a seguire fin laggiù".
Tuttavia, come canta Venditti, certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, ed ecco Aurelio acquistare, in società con un amico incontrato proprio in pista, anche lui di Napoli e del Napoli, un puledrino che i due -lui e l'ingegnere imprenditore Gaetano Baldi- non potevano che comprare, anche fosse solo per il nome che gli aveva messo l'allevatore: Maradona Grif...



























