AGA KHAN IN VETTA AL MONDO . EVVIVA!
Come si fa a non celebrare , anche se con calma e a bocce ferme, un Campione come Calandagan ? Oltretutto al termine di una annata che , per la scuderia e l’allevamento del Principe Karim Aga Khan, scomparso prima dell’estate, ed ora della Principessa Zahra, è stata fantastica. Già, perchè secondo voi Nonno e Nipote non hanno mai conosciuto annate fantastiche… Ah che meravigliosa concezione del Turf, la loro. Che poi è esattamente quella dei veri grandissimi del galoppo mondiale di tutti i tempi : allevare e far correre e ,quando serve, acquisire anche il materiale prezioso di altri complessi giunti al termine del loro percorso.
Karim fece ciò assicurandosi gli effettivi , ad esempio di Marcel Boussac , alla sua scomparsa, cosi come di Madame Duprè oppure di Lagardere. Linfa straordinaria per accrescere il potenziale del proprio allevamento e poi della scuderia. Per carità, se ci mettiamo ancora una volta a raccontare la storia dei campioni con la giubba verde e le spalline rosse facciano notte . Beh dai, qualche nome anche delle vittorie, cosi per rinfrescarci la memoria e far gioire l’animo, proviamo a farlo. Fa sempre bene al cuore.
Prendete nota : 5 Arco di Trionfo ( il nonno ne vinse due con Migoli e Nuccio ed ebbe anche campioni come Bahram e Nasrullah) , 8 Derby di Francia, 7 Diane, 14 vittorie nelle due Poule, 8 Saint Alary e Vermeille, 7 Paris, 6 Saint Cloud, 4 Ganay, 5 volte Epsom ma anche Oaks e Ghinee, 4 King George, 3 Champion st, 6 Irish Derby, 2 Breeders Cup Turf e tutto il resto che vi risparmio perché ci vorrebbe una paginona.
I cavalli ? Eh si quelli sono nel cuore di ognuno di noi, ciascuno ci provoca una diversa sensazione e ricordo. Eccoli , una parte soltanto, da Petite Etoile a Calandagan con in mezzo , buttiamo lì, campioni come Blushing Groom, Shergar, Akiyda, Darshaan, Daylami, Sendawar, Sinndar, Dalakhani, Kahyasi, Zarkava, Siyouni, Zarak, Varizabad, Vadeni, Tarnawa e fresco fresco Daryz.
Ne dimentico qualcuno? Atro che qualcuno, hai voglia ….ognuno aggiunga gli altri più amati. Beh, per esempio Charlottesville e Sheshoon quelli della nostra età non li possono tacere, già e perché allora Kalamoun e Zeddaan… allora anche Sharastani. No, basta cosi. Abbiamo detto che siamo qui per celebrare Calandagan, non per fare la storia della scuderia. Vero, richiamati all’ordine dalla coscienza, immergiamoci in Calandagan. Partiamo dalla carriera , peraltro in divenire , dal momento che in razza non potrà mai andarci. A due anni solo due corse, tardivone. Pensa tu che esordisce terzo di Metroplitan, poi vince la sua maiden. A tre Noailles, Hoquart e King Edward, d’accordo gira un filo al largo ma poi arrivano i due secondi nelle Benson, per voi International ( City of Troy), e nelle Champion ( Anmaat) cosi tutti noi a dire : bravino ma non sa vincere. Siccome anche a quattro anni fa altrettanto nelle Sheema Classic ( Danon Decile) e nelle Coronation Cup ( Jan Brueghel) ,capirai due altri indizi fanno una prova . Questo non ne vincerà mai una buona ! Ecco fatto, il tempo di dire la stupidaggine che arriva la vittoria nel Saint Cloud davanti ad Aventure.
E’ l’inizio della suite che lo ha portato in cima alla classifica, nel senso che è il miglior cavallo al mondo con onorificenze varie al seguito. In fila ecco le King George davanti a Kalpana, le Champion su Ombudsman e infine la consacrazione in Giappone , finalmente di nuovo un europeo, battendo, minimo distacco, Masquerade Ball.
Come nasce il nostro eroe ? Il babbino è Gleneagles, uno ottimo a due anni e anche a tre , mica tutti vincono le due Ghinee e poi le St James. E’ un Galileo e ciò chiude ogni discorso. Mamma Calayana è una che ha sfiorato la vittoria nel Minerve, sufficiente per entrare in razza nello stud del Principe. Fosse stata nostra gli avremmo fatto la statua, da loro appena al pelo ma menomale.
Ecco la bontà dell’acquisizione, 2005, del materiale Lagardere. Linea femminile che arriva da lì. Clodora, quarta madre è una vincitrice di Opera, Clodovina , la terza, è sorella di Clodovil che svettò nelle Poule. Insomma c’è pedigree , beh per forza , ci mancherebbe pure. Ubriaco di Norhern Dancer : gli arriva ovviamente da Galileo, ma anche dal nonno di Galileo ovvero Storm Cat. Lo troviamo anche in sezione materna attraverso Sinndar, Acclamation e Rock of Gibraltar. Una intossicazione cosi come anche totale di Nearco che , oltre che da Northern Dancer, gli arriva , in varie posizioni nel pedigree , da Blushing Groom, Roberto, Habitat,Mill Reef e Top Ville.
Poi uno dice : chi era mai questo Senatore ? Ah, ve possino… dobbiamo e debbono tutti e tutto al Mago di Dormello. Oggi però : viva Karim e la principessa Zahra. Eh si, il Monseigneur dei nostri cuori. Appendice : come dottamente recensito da Annalisa Raduano su queste colonne, la prossima settimana sarà nelle sale “Laghat, un sogno impossibile”.
Tratto dal romanzo di Enrico Querci , il film di Michael Zampino costruisce , attorno alla vicenda ben nota del cavallo che vedeva da un solo occhio, un racconto che , necessariamente, deve andare oltre il nostro mondo creando una storia di sentimenti, di amore, di rancori, di drammi familiari, quasi un romanzo di formazione che non mancherà di appassionarvi. Anche perchè ci regala uno spaccato del nostro turf ed in generale dunque dell’ippica, aderente ad una realtà che è fatta di enorme amore per il nostro amato amico cavallo, di bellezza di luoghi, di passione, di immagini attendibili e intriganti nelle quali Laghat, il cavallo, è davvero al centro della vicenda che trova la sua casa nelle meravigliose piste di allenamento di San Rossore e nelle scuderie di Endo Botti e Cristiana Brivio.
I lavori del mattino , assolutamente suggestivi e par di rivedere il racconto di Blasetti “ i Cavalli all’alba” che il Maestro girò a Capannelle. Seguendo Laghat il film apre una finestra piena di amore e passione verso il nostro mondo e lo fa con cuore ed animo . Grazie Michael.




























