A Vincennes si accende la festa: Gran Prix D'Amérique-Legend Race
Come ogni anno, l'ultima domenica del mese del freddo Gennaio, si disputa presso l'ippodromo di Vincennes, a Parigi, il Gran Prix d'Amerique, la più rilevante corsa al trotto europea, punto di riferimento assoluto per i migliori cavalli del continente.
Il Gran Prix d’Amerique si corre dal 1920 su un circuito veloce realizzato in carbonella, tanto da essere soprannominato la “pista nera”.
E' una corsa storica con oltre cento anni di vita sulla distanza di 2.700 metri. Una corsa dalla lunga distanza che spesso tiene lontani dalla pista gli “standardbred statunitensi”, che danno il meglio di sè sul miglio. In qualche occasione, tuttavia, alcuni di loro, sono riusciti ad aggiudicarsi il prestigioso evento: Walter Dear nel 1934, Mighty Ned nel 1948 e 1951, Delmonica Hanover nel 1974 e la folgorante Moni Maker nel 1999.
I cavalli italiani hanno vinto 13 volte, con la Scuderia Orsi Mangelli vincitrice per 4 volte nel corso degli anni e nei primi anni 2000 il nostro Capitano Varenne con le sue incredibili imprese ha incantato il pubblico sulla carbonella.
Gli svedesi invece hanno ottenuto la medaglia d’oro per ben 6 volte.
Pur essendo sempre stata disputata a Parigi, la corsa prende questo nome in segno di riconoscenza dell’alleanza e del sostegno che gli Stati Uniti d’America offrirono alla Francia e agli alleati durante la Prima guerra mondiale.
La prima edizione fu appannaggio dell’Italia grazie alla vittoria di Pro Patria, che poi bissò l’impresa l’anno seguente.
Dall’albo d’oro emerge Ourasi che si è aggiudicato il Prix ben quattro volte dal 1986 all’88 e poi nel ’90. La sua statua si erge tra il pubblico parigino a memoria delle sue celebri imprese.
Tra i driver piu’ vincenti spicca Jean-René Gougeon con otto successi: due alla guida di Roquépine (1966 e 68), due di Bellino II nel triennio 1975-77 e poi con Ourasi nel filotto dal 1986 all’88.
Per quanto riguarda i piloti più attuali, Jean-Michel Bazire e Franck Nivard hanno ottenuto due vittorie ciascuno nelle ultime dieci edizioni, mentre il miglior pilota svedese, il pluripremiato Björn Goop, ne ha ottenute tre.
Helene Johansson resta ad oggi l’unica donna ad aver corso e vinto il Gran Prix d’Amerique.
È considerata la corsa più ambita per la spettacolarità ed importanza dei suoi protagonisti,
L’edizione del 2026 presenta sul campo 11 cavalli qualificati ai quali si aggiungono altri 7 aventi diritto in base ai premi in denaro vinti in carriera.
Le qualificazioni in attesa della corsa d’eccellenza hanno evidenziato soggetti di qualità tecnica e fisica eccezionale. Dopo alcuni forfait importanti, si è formato un campo partenti molto qualitativo.
Al via troveremo cinque cavalli di 6 anni : King Opera, Immortal Doc, Epic Kronos, Keep Going e Kocktel du Dein. Dalle analisi si è evidenziato che l'età media degli ultimi vincitori è di 6,4 anni ma dovranno fare attenzione agli avversarsi di 5 anni: Bullet the Bluesky, Lovino Bello e l’italiano Frank Gio, determinati a seguire le orme dei loro illustri predecessori Bold Eagle e Face Time Bourbon.
Le sorprese nella corsa non sono spesso frequenti: favoriti sono per Go on Boy, Epic Kronos e Josh Power, che su questa statistica tirano un sospiro di sollievo.
Iroise de la Noé, guidata da Éric Raffin, e' la cavalla favorita, dopo un sorprendente Prix De Belgique, e potrebbe aggiungere il suo nome alla lista dei vincitori insieme all'unica cavalla ad aver vinto: Belina Josselyn. Keep Going e Josh Power, nel fiore degli anni, possiedono le qualità fisiche e statistiche per brillare. Go On Boy, gode della sua forte esperienza e potrebbe distinguersi alla sua quarta apparizione in questa prestigiosa gara. Frank Gio riporta l'Italia nella rosa dei favoriti all'Amerique, dopo un decennio di partecipazioni fantasma.
Occhi puntati su Francesco Zet, ha deluso durante la sua unica apparizione a Vincennes ma rimane un vero campione. Non bisogna sottovalutarlo.
Un Amérique molto aperto che promette di essere emozionante e di offrire uno spettacolo di altissimo livello! Attrazioni e spettacoli collaterali contornano la giornata di Vincennes.
Dopo un sabato fiammeggiante che ha visto gli italiani trionfare nel Prix Du Luxembourg con la recorder Executive Ek e un secondo posto di Gennaro Jet nel Prix Ourasi chissà se il cielo di questa domenica si colorerà del tricolore italiano al di sopra della Torre Eiffel!




























