Un povero cavallo e il terrorismo mafioso
LEGGIAMOLO per intero quel messaggio mafioso. Mozzare la testa a un cavallo non è cosa da dilettanti.. Ci vuole dura e costante applicazione. Ma quando si raggiunge la perfezione di taglio come quella che la Polizia ha constatato attorno alla testa equina lasciata davanti alla porta dello studio del vice sindaco di Ostuni, vuol dire che si è in presenza di una vera e propria vocazione. Tanto più evoca potenza la vita che si stronca, tanto più l’assassino compensa la propria impotenza di invertebrato, sniffandosela come una droga.
Il terrorismo mafioso ha scelto questo modo per mandare un messaggio. Certo che bisogna reagire all’antistato colpo su colpo. E questo saprà fare, non c’è dubbio, Ostuni. Ma ai cittadini e alle istituzioni democratiche della città si richiedono, questa volta, espressioni di indignazione ancora più forti. Quella testa di cavallo mozzata non è soltanto il codice di un messaggio mafioso. E’ l’espressione diretta, ostentata di una barbarie che colpisce come un pugno in faccia la coscienza civile di ogni persona che non intende rinunciare al senso più profondo del proprio esistere in quanto essere umano. C’è dunque qualcosa in più da fare. C’è da sostenere le forze dell’ordine e la magistratura di Ostuni che stanno orientando le indagini anche negli ambienti della macellazione, a cominciare da quella clandestina. Con quella testa di cavallo mozzata il terrorismo mafioso ha tranciato un pezzo della nostra umanità e ce lo ha sbattuto in faccia.


























