Siviglia, attacco di tradizione: razze di cavalli nella storia di Spagna
Il Real Club de Enganches de Andalucia, nella sua sede di Siviglia, ha nuovamente intrattenuto gradevolmente i propri soci con una “tertulia”, ovvero una chiacchierata su un tema importante per gli attacchi di tradizione, ossia quello relativo alle razze di cavalli maggiormente adatte a tale attività.
Il Real Club de Enganches de Andalucia è un’associazione che si occupa di curare e diffondere la cultura del cavallo attaccato sia nell’ambito della tradizione che nell’ambito sportivo. Il Presidente onorario è il Re di Spagna.L’associazione riserva una particolare attenzione all’ aspetto culturale del settore come dimostrato dalle numerose biblioteche possedute, dai luoghi ricchi di storia ed arte nei quali ha sede e dalla specializzazione dei propri soci.
La tertulia di maggio è stata intrattenuta da Gullermo Garcia Palma, veterinario, cavaliere, esperto in salto e doma classica, allevatore di cavalli sportivi che ha illustrato le pitture rupestri rinvenute nella Cueva de la Pileta in Spagna che dimostrerebbero come l’attacco a un carro sia antecedente storicamente al montare un cavallo.
Molto interessante il manuale degli attacchi scritto su pietra con caratteri cuneiformi del maestro Kikkuli, datato 1400 A.C. circa, della terra dei Mitanni nell’altopiano iraniano a nord della Mesopotamia. Colpisce la modernità dei principi espressi nel manuale quali la confidenza con il cavallo, l’assenza di punizioni forti e un allenamento giusto ed accettato.
La civilizzazione di un popolo porta conseguenze anche sullo sviluppo delle razze.
E’ quanto sostenuto dal conte Georges Louis Leclerc di Bufon che nel 1778 scrisse 6 volumi sulla Storia Naturale e, oltre ad essere un grande esperto di ambiente, si dedicò anche allo studio dei cavalli e alla classificazione delle razze a sangue freddo e a sangue caldo.
La razza del cavallo da attaccare nei secoli XVIII XIX dipese anche dal lavoro che l’animale avrebbe svolto; l’industria forestale scelse razze forti e rustiche, come la bretone, la belga, la pecheron; la società cittadina scelse cavalli piu’ leggeri o che mostravano una bellezza in sè, come la frisona, la gipsy, la cleveland inglese,l’hacney che alza molto le zampe anteriori e dà uno spettacolo molto bello.
I cavalli spagnoli sono famosi nel mondo europeo anche per la loro influenza su molte altre razze. Ricordiamo il Norfol incrociato con il cartujano o con il bretone, o il lipizzano, il Kladruber, l’Holsteiner, il Traxehner, il Frederiksboro,il Lusitano.
La Spagna vanta una grande storia nell’attacco di tradizione: lo dimostrano le manifestazioni all’interno della Feria de Abril o la Fiesta de Pedro Romero di Ronda.
Una “tertulia” interessante e divertente. Si ringrazia il Real Club de Enganches de Andalucia e il relatore Gullermo Garcia Palma che hanno permesso la mia partecipazione in grande amicizia.





















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