She Best, un'episodio da rabbrividire
CARO DIRETTORE
Non è mai bello vedere un cavallo piegare le gambe vinto dalla fatica nel recinto del dissellaggio, davanti agli occhi del pubblico (fortunatamente in certi casi non così numeroso come un tempo), e inondato da secchiate d’acqua per rimanere in piedi.
E’ successo mercoledì a San Siro, prima corsa, prova gentlemen, alla sfortunata She Best, una 3 anni dal racing record modestissimo, sette tentativi, e nemmeno un lira di somme vinte. Già al paddock, prima di entrare in pista, She Best appariva in cattivo stato, per usare un eufemismo: sudata, in preda al nervosismo, difficile da governare, tanto da essere offerta a 25 contro 1. E in corsa She Best non è mai esistita, lontana dalla testa del drappello, sperduta a 20 lunghezze dallo scatenato battistrada Galione.
Ma la cosa che ha più irritato ed è parsa a tutti biasimevole, è stato il comportamento in sella alla cavalla del gentleman (ma è giusto usare una simile qualifica nei suoi confronti?) Stucchi, che non ha tralasciato di alzare la frusta su She Best, visibilmente allo stremo delle proprie forze.
Al rientro la cavalla non si reggeva in piedi, e il pubblico è rimasto scosso dai patimenti della sfortunata protagonista di questa storia, esprimendo commenti poco edificanti all’indirizzo dei responsabili. A chi imputare, dunque, la colpa di un episodio così riprovevole?
All’allenatore Locatelli che ha mandato in pista una cavalla visibilmente non in condizioni di competere, ai commissari che si sono guardati bene dal promuovere un’indagine a carico del trainer e del gentleman Stucchi (altrove, in Francia e Inghilterra, l’uso scorretto della frusta è punito con giorni e giorni di squalifica e lo stesso Frankie Dettori ha imparato a sue spese che insistere con troppa foga in casi simili può costare caro) appiedandolo per un mese con deferimento alla disciplinare, al veterinario di servizio, che avrebbe dovuto impedire a She Best, di scendere in pista?
Nessuno si è mosso, tuttavia, e questo immobilismo, questo lavarsene le mani sono il male endemico della nostra ippica, che anche attraverso vicende pietose come quella di She Best, mette a nudo il suo preoccupante stato di malessere.
Grazie per l’ospitalità
Antonio Lupo



























