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  • ''Potenza'' e pony, FISE Lazio risponde alle accuse
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  • 06/04/2011

''Potenza'' e pony, FISE Lazio risponde alle accuse

GIUSEPPE BRUNETTI, presidente del Comitato FISE Lazio, ha inviato la seguente lettera al presidente dell'IHP e per conoscenza all'avv. Paul Gross, all'on. Martini e al sen. Tomassini:
"Egregio Presidente,
Al fine di fornire un puntuale riscontro alle perplessità sollevate dalla Vostra spettabile associazione in merito all’inserimento della categoria di potenza nel Concorso Pony di RomaCavalli si sottolineano le seguenti considerazioni tecniche:

1. Le gare di potenza non sono, di per sé, gare più difficili o più rischiose di qualsiasi altra categoria di salto ostacoli prevista dai regolamenti nazionali ed internazionali. Infatti, le categorie di salto ostacoli consistono normalmente in un percorso di salto ostacoli che, generalmente, contiene le seguenti tipologie di salti: verticali, larghi, oxer, triplici, riviera, fosso e muro. Il muro, a pari altezza, rappresenta notoriamente il salto più facile del percorso ed è normalmente propedeutico agli altri. Le categorie di potenza, invece, consistono praticamente di un unico salto: il muro (cioè quello meno impegnativo).  Peraltro le gare di  potenza si articolano in più manches in cui lo stesso salto viene ripetuto con aumento progressivo dell’altezza  (pochi centimetri per manches laddove la prima manche è di altezza molto contenuta).  Inoltre, è opportuno sottolineare che l’elemento dell’altezza del salto non è il solo a determinare la difficoltà e la (potenziale) rischiosità di una competizione equestre: la larghezza dei salti, le combinazioni (c.d. “gabbie”) e la stessa articolazione dei salti in un percorso costituiscono difficoltà aggiuntive all’altezza che sono ben note a chi ha esperienza in questo settore. Come già detto, queste ulteriori difficoltà non sono previste nelle gare di potenza e, pertanto, l’assunto che questo tipo di gare siano di per sé più pericolose delle categorie di diversa tipologia non è assolutamente condivisibile. 

2. L’altezza massima della gara di potenza pony prevista a RomaCavalli sarà limitata a un metro e cinquantacinque. Il comitato organizzatore del concorso pony RomaCavalli prevederà un limite massimo di altezza del muro che non potrà in nessun caso essere superata dai partecipanti alla categoria. Infatti i cavalieri autorizzati a partecipare a questo tipo di gara sono soggetti in possesso di patente di I grado che, in ogni caso, non saranno autorizzati a saltare altezze superiori al metro e cinquantacinque.
Dunque, pur ipotizzando che vi saranno ponies in grado di saltare quell’altezza (ma si tratta solo di una mera ipotesi perché per arrivare a saltare quell’altezza i ponies dovranno prima saltare senza errori altezze minori a partire da 1 metro e 10 centimetri (i.e. altezza della prima manche della gara)),  i ponies dovranno saltare un muro di soli 20/25 centimetri più alto rispetto a quello che devono saltare nel cotesto delle categorie “gran premio pony” previste nelle competizioni internazionali di livello europeo (ad esempio nei campionati europei di settore che prevedono percorsi base di altezza pari ad 1 metro e 30/35 centimetri).  Dunque, 20 centimetri è la misura della differenza massima tra l’altezza che solo ipoteticamente un pony potrebbe saltare nella gara di potenza a RomaCavalli rispetto a quanto dovrà certamente fare in un percorso di un importante concorso pony di salto ostacoli.

3. I giovani partecipanti alla gara di potenza pony sono esperti cavalieri, dotati della massima qualifica concessa dai regolamenti in vigore in Italia per montare i ponies (ovvero la c.d. “patente di  I grado”). E’ evidente quindi che si tratta di veri e propri atleti che, insieme ai loro ponies, sono abituati e autorizzati, dopo diversi anni di competizioni, a svolgere competizioni equestri agonistiche di alto livello.%%newpage%%

4. In nessun Paese Europeo (e probabilmente del Mondo) le norme e i regolamenti attualmente vigenti proibiscono le gare di potenza. Lo stesso termine “Potenza” nient’altro è che la traduzione del termine francese “puissance” impiegato dai regolamenti internazionali per regolamentare questo tipo di gare. Peraltro nessuna limitazione sussiste per la partecipazione dei ponies a questo tipo di gare. Ricordiamo infine che sia i cavalli che i cavalieri che partecipano a queste gare sono degli atleti e quindi soggetti ad un allenamento specifico volto a sviluppare ed adattare adeguatamente gli apparati sollecitati e dunque anche a prevenire le lesioni. 


5. Non corrisponde al vero che i Paesi più attenti alla salute del cavallo abbiano eliminato questa categoria per le motivazioni inerenti alla sicurezza del binomio. Se così fosse questa categoria sarebbe stata abolita e invece continua ad essere vigente. Viceversa, la motivazione che nel tempo ha limitato la programmazione di questa categoria va ravvisata nel fatto che, a livello internazionale, le gare di potenza - per essere al livello delle altre categorie di salto ostacoli - impongono il raggiungimento di elevate altezze e, per l’effetto, necessitano di cavalli altamente specializzati utilizzabili solo per questo genere di gare. Inoltre, la proporzione svantaggiosa tra i costi sostenuti per portare in concorso “cavalli da Potenza” e la possibile vincita dei premi nell’unica categoria in cui questi soggetti sono competitivi ha causato il progressivo diminuire degli iscritti alle categorie di potenza e la conseguente diminuzione della loro programmazione. Inoltre, la peculiarità tecnica di questa categoria ed il conseguente impegno in termini di tempo all’interno dei palinsesti sempre più serrati delle manifestazioni di Salto Ostacoli, ne ha suggerito ai Comitati Organizzatori una meno frequente programmazione a fronte dell’esiguo numero di partecipanti.

6. La Vostra posizione circa l’irrilevanza delle cautele adottate dal Comitato Regionale Fise Lazio nell'ideare un muro fatto di materiale morbido è inaccettabile. In primo luogo perché tale posizione è sostanzialmente immotivata e non supportata da pareri tecnici. Al contrario lo scrivente Comitato, ad esito di un’attenta indagine condotta con l’ausilio di veterinari di comprovata competenza e di noti direttori di campo, è giunto alla conclusione che la cautela più significativa per la salute del cavallo impegnato in un percorso ad ostacoli, è proprio la scelta di un materiale morbido.  Inoltre, è evidente che l’impiego di questo tipo di materiale consentirebbe di evitare impatti dolorosi sugli ostacoli, oltre che per il cavallo, anche per il cavaliere (in caso di caduta). Al riguardo, si coglie anche l’occasione per informare la Vostra attenta associazione che uno degli obiettivi del Comitato Regionale Lazio per i prossimi anni è quello di prevedere delle forme di agevolazione per quei circoli ippici che dovessero adottare questo tipo di materiali nei loro parchi ostacoli (e non solo nei muri impiegati per le gare di potenza).
Quanto invece al grave rischio a carico delle articolazioni dei ponies durante la fase di discesa dal muro impiegato nelle gare di potenza, sia consentito evidenziare che lo “stress” provocato dal salto di un muro è certamente inferiore a quello provocato dallo sforzo derivante dall’affrontare i 10-12 salti che normalmente compongono i percorsi delle categorie ordinarie di salto ostacoli. Inoltre, nel corso dell’esecuzione di un percorso con una pluralità di salti, oltre all’altezza, il cavallo deve affrontare diverse e ulteriori difficoltà come la larghezza, le combinazioni, la fatica e soprattutto i rischi connessi alla velocità nell’affrontare il percorso considerato che normalmente tutte le categorie sono “contro il tempo” (ad eccezione, guarda caso, della potenza!). %%newpage%%

7. I nostri giovani cavalieri, i loro genitori ma soprattutto i loro istruttori federali (obbligatori per i tesserati minorenni, come da normativa FISE) non consentirebbero mai un esercizio che potrebbe mettere a rischio la salute del proprio pony. Al riguardo basti citare le numerose manifestazioni di apprezzamento giunte allo scrivente Comitato dai genitori dei partecipanti alla gara di potenza per aver ideato una categoria di questo genere riservata ai loro figli e ai rispettivi ponies in tutta sicurezza. Inoltre, si tenga conto che l’Associazione Nazionale Istruttori di Equitazione ha voluto riservare uno speciale premio d’onore all’istruttore del vincitore della gara di potenza. Ovviamente nessun premio in denaro è previsto per questa gara.

E’ evidente che l’obiettivo che il Comitato Regionale Lazio intende perseguire con una gara di potenza riservata ai ponies e ai giovani cavalieri è quello di sviluppare una progressione tecnica dei binomi attraverso una categoria che, se svolta con gli accorgimenti che abbiamo elencato, riteniamo sia fortemente didattica e formativa. Di certo, e in questo siamo assolutamente d’accordo, il Comitato Regionale non intende stimolare i giovani cavalieri della Regione Lazio ad intraprendere competizioni di specialità a livello internazionale. Siamo invece fortemente determinati a promuovere questo sport anche al livello di equitazione di base, affinché possa vedere una costante crescita degli appassionati dei cavalli e di coloro che, come la Vostra associazione, si impegnano per la loro tutela.
 
Certo che quanto sin ora esposto possa aver contribuito a dissipare i Vostri dubbi circa la opportunità di una gara di potenza riservata ai ponies, colgo l’occasione per invitarLa, a nome di tutto il Comitato Regionale Fise Lazio, a partecipare di persona alla manifestazione che si terrà il giorno 9 aprile presso la Fiera di Roma per constatare nei fatti tutti gli sforzi profusi dallo scrivente Comitato per riservare ai giovani cavalieri e ai loro amati ponies una gara di potenza nella massima sicurezza".

 

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