Piazza di Siena, i cavalli Lipizzani ambasciatori della storia
Mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori sull'Altare della Patria, Piazza di Siena ha celebrato ilcentenario dell'ingresso dell'Italia nella grande guerra in modo veramente originale. A ricoprire il ruolo di ambasciatori della storia due splendidi cavalli lipizzani. L'elegante pariglia grigia, manto tipico di questa meravigliosa razza, messa a disposizione dal CRA (consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) è stata attaccata ad un'ambulanza d'epoca che ha sfilato intorno al grande ovale suscitando la curiosità e l'interesse di tutto il pubblico.
Ma perché scegliere proprio il cavallo lipizzano? Non è stata una coincidenza, né tanto meno una scelta basata semplicemente sulla bellezza e sul portamento regale di questa razza. Il CRA, la RAI e il Corpo Militare della Croce Rossa, con la loro collaborazione, hanno voluto donare aglispettatori qualcosa di più profondo: il ricordo del legame indissolubile che ha tenuto insieme cavallo e uomo per innumerevoli secoli, un dato di fatto che purtroppo spesso si tende a dimenticare o sottovalutare.
Basta tornare, dunque, indietro di appena cento anni per potersi rendere conto di quanto, quando ancora dei motori non c'era neanche l'ombra, noiumani dipendevamo dal cavallo. Mezzo di trasporto per persone o cose,carichi di ogni genere, "arma" fondamentale in guerra, simbolo di ricchezza e di nobiltà. Avere un cavallo sul quale fare affidamento faceva veramente la differenza tra la vita e la morte.
In cento anni sono cambiate tantissime cose, grazie alle conquiste della tecnologia finalmente schiene e piedi di tantissimi cavalli sono più riposati ma, sfortunatamente, l'uomo ha memoria breve e ci si dimentica frequentemente di quanto l'umanità intera deve a questi animali.
Originari di Lipizza, località vicino a Trieste, i cavalli lipizzani sono stati al centro di numerose vicende storiche, una razza per la cui conservazione si è addirittura discusso al tavolo delle trattative di pace alla fine della prima guerra mondiale, dopo la caduta dell'impero Austro -Ungarico. In Italia questo importante patrimonio storico e culturale vivente viene conservato dall'Allevamento Statale del Cavallo Lipizzano di Roma - Tormarancina, allevamento che conta 150 esemplari discendenti direttamente dai cavalli dello stesso imperatore d'Austria. Senza alcuna contaminazione genetica ormai da 112 anni, questo allevamento è un'importante prova della possibilità concreta di riuscire a conservare intatta una razza. Si pensi che di ogni cavallo, grazie al libro genealogico, è possibile tracciare gli antenati fino a 125 anni di distanza.
Un binomio evocativo dunque, a trainare la carrozza utilizzata per salvare chissà quante vite sono stati proprio due cavalli, ancora una prova d'amore e didevozione verso noi esseri umani che tendiamo inesorabilmente a dimenticare questo legame storico, speciale, ma soprattutto fondamentale che per centinaia e centinaia di anni, ci ha permesso di crescere, svilupparcifino ad arrivare a quello che siamo oggi, una società che è stata fondata sul cavallo per buona parte della la sua esistenza.
In una Piazza di Siena attenta alla memoria e alla tradizione, questa particolare partecipazione ha dato sicuramente un valore aggiunto. Guardare il nuovo e il rinnovamento con fiducia tenendo a mente gli errori e le conquiste del passato, senza dimenticare, è l'unico modo per continuare a tenere in vita un mondo così meraviglioso come quello del cavallo, e sicuramente queste iniziative possono solo che aiutarci a ricordare ilnostro debito, il che non è mai superfluo.




























