Piano-Zaia per l'ippica / 1
LINEE DI INDIRIZZO STRATEGICO PER IL RILANCIO DELL’IPPICA ITALIANA
INTRODUZIONE
Il documento è stato predisposto da un apposito gruppo di lavoro, nominato con decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, sulla base di audizioni, incontri tecnici e contributi forniti dagli operatori del settore.
Hanno avuto luogo n. 175 audizioni di rappresentanti del settore ippico:
n. 36 rappresentanti delle unioni e associazioni
n. 13 esponenti del mondo accademico
n. 12 rappresentanti esteri
n. 114 operatori del settore
La documentazione agli atti dell’Amministrazione è così composta:
n.13 DVD contenenti le registrazioni video delle audizioni
n. 1 CD contenente le registrazioni audio dei rappresentanti esteri
n. 115 contributi forniti dai componenti il Gruppo di Lavoro cui hanno partecipato n, 41 esponenti del settore
n. 5 documenti consegnati al Gruppo di Lavoro nel corso delle riunioni.
LA SITUAZIONE DELL’IPPICA ITALIANA
L’ippica italiana negli ultimi anni ha perduto il 94% degli spettatori negli ippodromi (1995 2.617.000 – 2008 157.000) e il 33% dei volumi di gioco (nel 1996 erano 3.368.000,00 euro, nel 2008 2.274.000,00 euro).
L’ippica italiana non è stata in grado di produrre spettacoli sportivi in linea con le aspettative dei suoi “clienti finali”: appassionati e scommettitori. Ciò ha determinato:
- il crollo numerico e dimensionale dei proprietari amatoriali
- il crollo di appetibilità nei confronti di investitori, sponsor, operatori mediatici, organizzatori di eventi ecc.
Il settore non è stato capace di reagire alla due crisi che lo hanno colpito, quella di pubblico e quella dei volumi di gioco. Le ragioni sono in parte comuni con altri Paesi: le alternative all’utilizzo del week-end, la pervasività del calcio, la concorrenza di altre tipologie di scommesse e giochi, lo stereotipo della non cristallinità del mondo ippico. Il settore ha continuato a impiegare tutte le risorse disponibili senza porre in atto alcuna politica di investimento per invertire gli andamenti in atto.
La disponibilità delle risorse che la legge 184/2008 porta al settore costituisce una grande opportunità che non basta da sola a invertire la sua dinamica negativa. Senza una politica di ristrutturazione profonda, queste risorse avrebbero solo un "effetto anestetico”, ovvero servirebbero a non risolvere le ragioni dello stato di crisi in cui l’ippica italiana versa. L’Unire è chiamata nel 2009 ad affrontare la riduzione tendenziale del movimento scommesse nonché i disavanzi 2007-2008 che assommano a circa 111 milioni di euro.
Previsione 2009
Giornate di corse 2.493
Corse (mediamente 8 per giornata) 19.944
Scommesse medie per corsa 127.357
Montepremi medio per corsa 10.941
Cavalli che hanno corso (corse/cavalli) 18.000
Movimento scommesse 2.540.000
% Prelievo Unire 14,30%
Play-out 68,60%
ENTRATE CORRENTI (000 euro)
Da prelievo su scommesse ippiche 363.220 70%
Da legge 184/2008 140.500 27%
Altre entrate 11.637 2%
Totale entrate correnti 515.357 100%
USCITE CORRENTI (000 euro)
Funzionamento 27.680 6%
Acquisto beni e servizi 10.670 2%
Montepremi 218.200 46%
Provvidenze all'allevamento 21.000 4%
Ippodromi (servizi e riprese Tv) 110.000 23%
Vigilanza delle corse e disciplina 18.000 4%
Segnale Tv 30.570 7%
Assistenza e formazione 8.348 2%
Anagrafe equina e benessere animale 2.700 1%
Oneri finanziari e altre spese 8.338 2%
Altre uscite 13.990 3%
Totale uscite correnti 469.496 100%
1- continua


























