Olimpiadi 2008, dalla Cina con divieto
E’ SEMPRE BENE informarsi su costumi, abitudini e tradizioni dei luoghi dove si decide di andare. Se per caso la vostra prossima mèta sarà la Pechino dei Giochi Olimpici, allora non è solo bene, ma anche necessario. Anzi obbligatorio. Pena ritrovarsi, come minimo, sul primo aereo ed essere rispediti a casa come indesiderati. Sempre che, beninteso, il codice penale cinese non ravvisi reati connessi. Dunque, il fatto è questo: le autorità cinesi hanno messo in circolazione un nuovo ‘libretto rosso’ con su scritto quello che non deve essere fatto e detto per tutto il periodo dei Giochi.
I titoli dei divieti, cui indistintamente tutti devono attenersi, sono ispirati alla più squisita cortesia: si parla di ‘incoraggiamenti consigliati’, di ‘buone abitudini per buoni giochi’, di ‘regole di casa per gli spettatori’. Gli elenchi delle prescrizioni scendono nei minimi dettagli. Ad esempio, fischietti, accendini e fiammiferi sono rigorosamente vietati negli stadi. Ma il piatto forte è un altro: non si possono fare manifestazioni di alcun genere. E men che meno di carattere politico o religioso.
Anche gli animalisti devono stare molto attenti: non sarà tollerato alcun richiamo ai diritti degli animali. Diciamo la verità: nessuna meraviglia. L’ultima volta che qualcuno ha osato alzare la voce è stato il 18 Aprile del 1989 in piazza Tien A Men. Un massacro. Che ne fa venire in mente un altro: agosto 1968, Olimpiadi a Città del Messico. Piazza delle Tre Culture, centinaia di migliaia di giovani a chiedere libertà e democrazia. Le stesse che a Pechino non hanno mai smesso di circolare.
Uno spettro si aggira per l’Impero Celeste.
Però una novità c’è. L’ufficio per la Sicurezza Alimentare ha disposto che dai menù dei ristoranti saranno bandite le bistecche di cane. La motivazione è di rilevante spessore morale: non urtare la sensibilità animalista degli occidentali. Però resteranno le cotolette di asino.
Potenza delle contraddizioni!
Ma siccome nella vita non si può avere tutto, diamo volentieri atto alle autorità cinesi della attenzione e del rispetto che intendono riservare, da questo punto di vista, agli ospiti dei Paesi occidentali. E vogliamo farlo con Theodor Adorno: “Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda ad un mattatoio e pensa: sono solo animali”.


























