L'ippodromo di Torino festeggia Livio Berruti
CINQUANTA ANNI fa Livio Berruti vinceva i 200 metri dell'Olimpiade di Roma 1960 tramutandosi in un uomo-storia. Il primo sprinter bianco ad avere ragione degli sprinter di colore statunitensi. Nel mezzo secolo che ha accompagnato da allora ad oggi quella pagina indimenticabile l'atletica leggera ha cambiato pelle, attestandosi su nuovi, clamorosi primati ma il guizzo di Livio, il suo leggendario 20"5, non perde colore, perché resta l'impresa che garantisce a Berruti il titolo di "Special One" di questo secolo nell'ambito dello sport torinese.
Giornate splendide queste per Livio Berruti. Venerdì il Liceo Classico Cavour gli ha tributato un clamoroso applauso, un infinito affetto tramutandolo in un vero e proprio tema giornalistico, oggetto di un dibattito dai contenuti elevati al quale hanno preso parte tra gli altri Evelina Christillin, Riccardo D’Elicio e Giampaolo Ormezzano.
E domenica 3 ottobre all'ippodromo di Vinovo una vera e propria festa gestita dagli amici dell'atletica leggera.
Nel contesto di un programma intitolato allo “Special One” dello sport torinese, Berruti riceverà infatti l'abbraccio dell'assessore dello sport della città di Torino, Giuseppe Sbriglio, del vicepresidente della Provincia di Torino prof. Gianfranco Porqueddu, del presidente della FIDAL regionale Maurizio Damilano, degli azzurri Piera Tizzoni e Luciano Paccagnella, che furono con Livio protagonisti di quella splendida Olimpiade nella quale l'Italia vinse ben 36 medaglie, del presidente del CUS TORNO prof. Riccardo D’Elicio, del presidente del Panathlon Club Torino Olimpica dottor Roberto Polloni, della professoressa Renata Scaglia, vero motore dello sport nella scuola e di tanti Atleti Azzurri d'Italia che hanno garantito la loro presenza per dire "Bravo, Bravissimo" al grande Livio. Una splendida pagina di sport, che Vinovo si onora di ospitare.
Una festa che si aprirà già dal mattino con le gare di corsa riservate agli studenti della città di Torino, organizzate sulla pista del trotto per eleggere chi fra gli studenti torinesi potrebbe ripercorrere le orme del grande Livio Berruti. Una sfida inedita sui 60 metri e come pista quella del trotto, sulla sabbia livellata e battuta della retta d’arrivo, così come fu nel 1960 a Roma quando il campo di gara dello stadio Olimpico era fatto in terra battuta.



























