''Federazione Ippica, una svolta epocale''
Caro Direttore, nei giorni in cui, quelli dell'ultimo mese dell'anno, l'ippica chiede di essere ascoltata dal neo commissario e chiede a Governo e all'ente di partecipare al varo di un piano di rilancio del settore, con idee, con voce in capitolo, sullo scenario annotiamo con soddisfazione la costituzione della Federazione Italiana delle Categorie Ippiche. Un nuovo soggetto, politico-tecnico-ippico, come si diceva una volta. Fortemente associativo e associante scegliendo dei lemmi piu' moderni o rispolverati da un approccio che avevamo messo nel cassetto. Non avremo più il via vai di ippici in ordine sparso, una babilonia di sigle, e qualche associazione anche con qualche corsìa preferenziale nei corridoi del Palazzo, ma qualcosa di completamente diverso capace di esprimere una compattezza esemplare che stavolta va oltre la volontà d'intenti e sfocia in un organismo che d'ora in poi avrà tutti i requisiti giuridici, istituzionali per fare sistema e proporsi prima in via Cristoforo Colombo poi nelle stanze del Mipaaf con l'autorevolezza, la capacità d'incidere nel dibattito attorno per il pianeta cavallo. Dunque, sullo slancio di questo passaggio epocale mettiamoci al tavolo con il neo commissario e vediamo di trovare le risorse adeguate a far funzionare il sistema ippica: provvidenze agli allevatori, montepremi, erogazioni agli ippodromi, antidoping, tv e costi dell'ente".
Con l'entusiasmo e la voglia di fare di un referente così ampio nel suo ventaglio di contenuti, rappresentatività, incidenza sui numeri del settore, prepariamo un planning equilibrato che garantisca una programmazione triennale per il mondo delle corse. Un settore che ha voglia di ripartire verso la crescita. Operando subito interventi necessari come il ripristino delle matinée. Perchè non è più possibile aprire le agenzie al mattino facendo puntare la gente su bruttissime e ingiocabili corse in Sudafrica quando fino a l'altro ieri, grazie al circuito del mattino 'italiano', si dava spazio a tanti cavalli che altrimenti non prenderebbero un euro se costretti a correre al pomeriggio.
UN'ALTRA FONDAMENTALE questione che la Federazione Delle categorie ippiche è pronta a gettare sul tavolo del dibattito è quello del calendario e della differenziazione dell'attività tra le piste. Sarà fondamentale per il 2011 intervenire sul tema inserendo una discriminante inappuntabile come quella del merito. Le piazze che si sono date da fare nel 2010, come ad esempio Torino, capace con concretezza tutta piemontese di costruire attorno alle corse un ricco e costante programma di eventi collaterali - che poi ha trascinato dati di pubblico soddisfacenti - meritano un aumento di giornate. Le piazze meno virtuose, quelle che non fanno promozione o tengono in maniera fatiscente la struttura, hanno praticamente assunto un format di accoglienza e di valore tecnico dello spettacolo più confacente a quello del mattino. Quindi sono i primi ad essere candidati al taglio delle riunioni pomeridiane con un dirottamento di parte dell'attività alla fascia matinée. Rappresentano un modo nuovo di vedere le cose, un contributo determinante al cambiamento e alle soluzioni dei problemi di tutto il comparto. Linfa nuova al restyling per troppo tempo lasciato nel cassetto e nelle divisioni degli operatori.
Idee e orientamenti che all'interno della Federazione delle categorie ippiche sono condivisi. Ormai fanno parte di un programma, quello già anticipato in queste ore da un comunicato, e che sarà sviluppato a partire dagli incontri istituzionali della prossima settimana. Una posizione chiara, delineata e che porta un contributo prezioso, decisivo alla costruzione dell'ippica che sarà. Non tagli indiscriminati ma una piu' corretta distribuzione dell'attività, tornando a correre al mattino e premiando nel calendario alla voce pomeridiane gli ippodromi che nel frattempo non sono stati fermi ma hanno dispensato spettacolo, tecnica e comunicazione integrata con le attività economiche-turistiche del territorio.
Perchè in fondo il cavallo da corsa e un ippodromo non sono qualcosa d'isolato ma fanno parte della cultura, dell'economia e delle risorse di una zona, di un luogo. La bellezza eccezionale del cavallo e di tutte le manifestazioni sportive è una risorsa per il Paese. Questo sottolinea il fatto nuovo, rivoluzionario di una Federazione delle Categorie Ippiche. L'ippica ha voglia di essere ascoltata.
Cordialmente
ROBERTO CESARI


























