Federazione USA corse trotto e ambio: dati andamento economico settore
La United States Trotting Association (USTA), la federazione statunitense delle corse al trotto e all'ambio, ha comunicato i dati di sintesi relativi all'andamento economico del settore nel 2025. Tutti gli indicatori sono in calo rispetto all'anno precedente.
In particolare il totale delle scommesse per l'anno di riferimento è stato di 1.351.161.000 dollari, con un decremento dell'8,10% rispetto al gioco del 2024.
I premi hanno raggiunto l'ammontare di 483.239.570 dollari ,distribuiti su 33.412 corse in 3.070 giornate, con un calo dell'1,73% dei premi, mentre le giornate sono diminuite del 2,51%.
L'importo medio dei premi per corsa è stato di 40.451 dollari, con un calo del 4,88%.
Alcune informazioni e considerazioni su quello che sta avvenendo, sulle tendenze e le proposte presentate all'interno del comparto.
Il settore è gestito in tutti i suoi aspetti dall'USTA, storica associazione di natura privata di tutti gli operatori. USTA gestisce le corse, l'allevamento e il libro genealogico, i controlli, l'informazione. E' strutturata in 13 grandi distretti che coprono tutto il territorio statale. Una realtà complessa comparabile solo con quella presente in Europa, coordinata dall'Unione Europea del Trotto (UET)
Nel 2024 le scommesse USA sono state di 1.470.000.000 dollari e in Europa di 6.700.000.000 euro; i premi al traguardo in USA hanno raggiunto l'ammontare di 491.000.000 dollari, contro 430.000.000 euro dell'Europa, le corse americane sono state 34.583 rispetto alle 36.600 europee.
Il calo dell'economia ippica è il risultato di un rapporto tra entrate e uscite che non è più sostenibile dagli operatori, soprattutto i proprietari, nelle condizioni attuali. Lo sport ai livelli di direzione cerca di risolvere il problema parlando di marketing, coinvolgimento, promozione, ma il nodo è il rischio finanziario che attiene alla partecipazione stessa. Non circola abbastanza denaro tra le persone che forniscono il prodotto - proprietari, allenatori e allevatori - e l'attuale distribuzione delle risorse derivanti dalle scommesse non migliora la situazione. Attualmente la struttura delle scommesse è progettata per uno sport in crescita, in cui nuovi cavalli si aggiungono a quelli che si affermano. In tale contesto, premiare in modo significativo i vincitori ha senso, perchè i perdenti possono uscire dalle corse. Se l'attività sportiva diminuisce ogni anno, con meno cavalli, meno allevatori e meno allenatori, i fondi assegnati ai vincitori accelerano l'uscita degli altri, con meno partecipanti che si esauriscono velocemente creando vuoti che non vengono riempiti.
Una soluzione di base non richiede più soldi, ma una diversa suddivisione delle risorse già disponibili. Si potrebbe dividere il montepremi di ogni gara in due parti: una per la partecipazione e una per la prestazione ottenuta. La componente di partecipazione viene pagata in quote uguali a ogni partecipante, la componente di prestazione è distribuita in base all'ordine d'attivo.
Questa possibile nuova struttura consente agli allenatori e ai proprietari dei cavalli che vincono di guadagnare di più, perchè incassano sia il premio di partecipazione sia i premi per le prestazioni migliori. In tal modo si elimina l'attuale situazione, in cui la parte del gruppo dei partecipanti che non vince, sovvenziona comunque i primi attraverso perdite ripetute, Questo bilanciamento delle risorse presenta anche un altro vantaggio. Gli allenatori sono meno propensi a rinunciare ai cavalli per motivi economici, fatto che aumenta le dimensioni del campo dei partecipanti. Maggiori dimensioni del campo migliorano la fiducia nelle scommesse, in quanto gli scommettitori rispondono alla competitività più di quanto rispondano alle campagne di marketing.
Con questa logica si potrebbero attirare nuovi proprietari e allenatori. Attualmente entrare in questo sport richiede la necessità di assorbire perdite significative prima di poter sviluppare competenza e fiducia.
Un modello di partecipazione che premia la partecipazione dà respiro a chi si affaccia per la prima volta nel settore.
Le corse al trotto devono riconoscere che la sostenibilità viene prima di tutto. Si devono tenere le persone in gioco prima di premiare chi è al vertice. Finchè l'economia non verrà riequilibrata in modo che gli allenatori e i proprietari possano sopravvivere il circolo vizioso continuerà, indipendentemente da quanto bene venga pubblicizzato lo sport.
Tali considerazioni dovrebbero essere oggetto di esame, discussioni e proposte anche in Europa, dato che la tendenza alla diminuzione delle risorse è mondiale, nel trotto e nel galoppo, tranne poche eccezioni.




























