Dettori-Lui Rei, galoppo stellare alle Capannelle
E’ TEMPO di grande galoppo, Capannelle domenica 19 aprile aprirà il suo bellissimo palcoscenico per una meravigliosa giornata di corse. Due corse di gruppo – Premio Parioli e Premio Carlo Chiesa - e due listed - Premio Botticelli e Premio Natale di Roma - per un appuntamento da non perdere. La corsa vetrina è il Premio Parioli. Lo abbiamo atteso tutto l'inverno, abbiamo seguito i rientri dei protagonisti piu' attesi ai primi tepori di primavera ed eccolo, il miglio classico per eccellenza, l’equivalente italiano delle 2000 Ghinee inglesi. Torna Dettori per montare un cavallo che può essere la stella del nostro galoppo.
Sì perchè quel Lui Rei che a due anni dopo aver vinto il milanese Premio Primi Passi è andato poi in Francia a prendersi un neretto pregiato come il Prix Papin e poi è stato terzo del Criterium di Maison-Laffitte. Il rientro nel Premio Arconte è stato sublime, una promenade, ed il dubbio distanza cancellato. Armando Renzoni ha disegnato il programma per il portacolori della Siba che dopo il Premio Parioli in caso di successo prevede il tentativo all'estero, il Prix Jean Prat per portare valore aggiunto al rating della classica di gruppo tre delle Capannelle e tentare un up-grade già dalla prossima edizioni.
E' una corsa splendida perchè Lui Rei viene misurato da dodici avversari tra i quali si annidano antagonisti di valore come Turati, il figlio di Lomitas che Giorgio Pucciatti ha preparato per il biancoblu' dell’Allevamento La Nuova Sbarra con mano abile, diremmo in stile Sir Lorenz, l'indimenticato grande Lorenzo Brogi, il trainer al quale questa corsa viene da quest'anno accostata. Turati è rientrato ad una ventina di giorni dalla classica e lo ha fatto da gran signore, allungandosi al centro della pista con belle folate e confermando tutta quella classe fatta intravvedere a due anni quando riportò il Premio Mediterraneo e il Premio Rumon.
Anche Libano ha rubato l'occhio nel Premio Daumier. Il figlio di Daniela Grassi rappresenta nell'ippica del terzo millennio, quella dove i gran premi sono vinti quasi sempre da scuderie importanti e che possono scegliere tra tanti effettivi, il sogno romantico di una piccola scuderia. Gigino Polito è il mentore di questo Libano, bellissimo baio che adora correre impostando sul passo, che si giocherà la sua carta in questo Parioli 2009 cui approdano anche i laureati di recenti corse in neretto come Ad Honores (Premio Pisa), Apro Lunare (Premio Gardone), mentre Bruno Grizzetti gioca tre carte: Desert Cry, secondo a San Rossore, il cresciuto Relco Italy, al posto d'onore nel Daumier e Sottone, a due anni laureato del Criterium Labronico per il quale il Grizzly ha seguito un percorso di avvicinamento alla classica soft, rientro in pista dritta e successiva prova sempre sulla dirittura romana.
Umbertino Rispoli, sceso dalla sella di Lui Rei per far posto alla noblesse di Lanfranco Dettori, sarà in sella a Miroslav, carta numero 2 della Nuova Sbarra. Un cavallo che h
a due anni aveva fatto intravvedere grandi mezzi, il rientro nell'Arconte è stato decoroso prima di un flop che potrebbe essere stato episodico. Da San Siro si sposta anche Anonimo Veneziano, devastante al debutto in pista dritta poi ridimensionato sulla curva del Gardone. Ma c'è Demuro in sella che può sempre inventare qualcosa in una corsa dalla bellezza rapinosa dove il campo è di buoni cavalli montati da jockey che sanno interpretare un gran premio da artisti. Dettori, Demuro, Vargiu, Monteriso, Rispoli, Pasquale. C'è il meglio del nostro galoppo per un Parioli che profuma di primavera e di campioni. Una corsa che sarebbe piaciuta a Sir Lorenz.



























