Derby, cavalli, eleganza, folla: è questa la vera ippica
CAVALLI che volano nel vento, nella prima vera giornata di primavera all’ippodromo romano delle Capannelle. La cosiddetta “folla delle grandi occasioni” che si ritrova rinverdendo i fasti di una volta. Si corre il Derby, e il pubblico che si accalca lungo gli steccati conferma la validità della scelta fatta dai dirigenti dell’ippodromo romano di spostare al sabato l’appuntamento ippico più importante dell’anno.
Insomma un Derby innovativo eppure, mai come quest’anno, in linea con la tradizione.
Sull’onda di una consuetudine assolutamente british, che da tempo l’ippodromo romano ha fatto propria, è andato in scena il “Concorso di eleganza” tra le signore presenti: cappellini, guanti, abiti colorati, insomma uno sfoggio di grazia che vuole essere in fondo solo un modo di rendere omaggio alla bellezza, e allo stile dei veri protagonisti della giornata: i cavalli.
C’è un antico proverbio equestre che recita: un cavaliere male in arnese è un’ offesa per il proprio cavallo. Credo sia questo lo “spirito” con il quale l’ippodromo delle Capannelle ripropone ogni anno una serie di eventi collaterali legati alla moda, al glamour e, soprattutto quest’anno, alle arti pittoriche.
Un modo per ricordare (e ricordarsi) che se è vero che gli splendidi esemplari che si sfidano in pista sono il prodotto del lungo, paziente lavoro di uomini che ne hanno plasmato l'aspetto esteriore e il comportamento, è altrettanto vero che loro, i cavalli, hanno saputo influenzare la cultura umana divenendo fonte di ispirazione per capolavori dell’arte figurativa e della letteratura.
Il genere umano è debitore nei confronti del cavallo di tanta parte della propria capacità di percepire se stesso quale “produttore”di sentimenti, di emozioni e di creatività e se il mondo dei cavalli vuole rinnovarsi è bene non dimenticarlo.

La corsa e le tribune. Foto Stefano Grasso per cavallo2000


























