Crisi alla FISE: pesanti critiche a Paul Gross
LA FORTE OPPOSIZIONE alla gestione della Federazione Italiana Sport Equestri attuata dal presidente Andrea Paul Gross si è materializzata la mattina di lunedì 15 febbraio nel convegno organizzato da ASI (Alleanza Sportiva Italiana), APICE (Associazione Proprietari Italiani Cavalli da Equitazione) e INSTE (Istituto Nazionale Studi Turismo Equestre) nei locali del Residence Ripetta al centro di Roma. La sala era piena. Al tavolo della presidenza c’erano l’on. Claudio Barbaro (deputato PdL), il cav. Vittorio Orlandi, Claudio Gallone ed Emilio Minunzio. Le critiche sono state pesantissime. In sintesi i punti contestati all’avvocato viareggino sono:
1)i grandi risultati sportivi ottenuti nel 2009 non sono frutto di una politica sportiva e quindi non bisogna farsi troppe illusioni per il futuro
2)i consiglieri Garrone e Tibaldo hanno affermato che il Consiglio Federale, pur non essendo contrario al presidente, aveva cercato negli ultimi tempi di mettere dei paletti soprattutto in merito al numero eccessivo di delibere dello stesso presidente che venivano portate in Consiglio già operanti e con i capitoli di spesa già assegnati, cosa che ovviamente metteva i consiglieri di fronte al fatto compiuto e non facilitava certo un dibattito democratico
3)la stranezza delle improvvise dimissioni dei sei consiglieri e soprattutto il fatto che a tutt’oggi non se ne conoscano le motivazioni; come ha sottolineato Vittorio Garrone, qualora i sei tornassero a candidarsi nella lista-Paul Gross, sarebbe interessante capire cosa possa essere cambiato negli ultimi mesi sì da indurli a modificare la loro decisione
4)il disinteresse manifestato dalla FISE nei confronti dei proprietari e degli allevatori di cavalli
5)l’estrema difficoltà di ottenere autorizzazioni per organizzare manifestazioni equestri ai Pratoni del Vivaro, per cui da più parti si è avuta la sensazione che la Federazione stessa non gradisse iniziative di nessun genere
6)la realtà di una gestione federale giocata più sugli equilibri politici interni (leggi accordi conclusi durante la precedente campagna elettorale) che non su effettive scelte tecniche
7)l’assenza di una strategia di marketing, soprattutto nel momento di crisi generale del Paese
8)il crollo che si sta registrando nel numero dei partecipanti ai concorsi ippici e la situazione di abbandono che vivono molti Circoli e molti organizzatori di concorsi
9)il fatto che il rientro in Fise di Sergio Bernardini quale segretario generale sia diventato un “caso” e che sia passato con fatica in sede di Consiglio al termine di una difficile mediazione per la resistenza di parecchi consiglieri.
In sostanza, si può dire che la gran parte dei presenti, pur continuando a condividere il programma elettorale a suo tempo presentato dal Paul Gross, gli contesta il fatto che il programma medesimo non sia mai stato realizzato e ritiene quindi indispensabile che vengano nominati “nomi nuovi”. Per far ciò
La corrente di opposizione pubblicherà a breve la sua lista di candidati. Sarebbe auspicabile che il presidente Paul Gross, oltre a spiegare una buona volta i perché delle dimissioni che hanno provocato lo scioglimento del Consiglio, rendesse noti al più presto i nomi della sua “squadra” al fine di dimostrare chiarezza e trasparenza.


























