Calendario 2011, interviene Coord. Ippodromi
COORDINAMENTO IPPODROMI, associazione presieduta da Attilio D'Alesio, ha inviato a Claudio Varrone e a Riccardo Acciai, commissario e segretario generale dell'UNIRE, la seguente lettera: "Su “Per Sport” di sabato scorso abbiamo letto la lettera inviatavi da Federippodromi in merito alla nota e delicata questione dei criteri del Calendario 2011. Devo complimentarmi con il collega Stefano Meli, perchè con grande lucidità e precisione, mette in ordine i temi che l’ippica intera ha di fronte, ricordando per primo il necessario rinnovo della Convenzione con gli ippodromi ormai scaduta nel lontano 31 Dicembre 2008 ed oggetto di ben 19 proroghe diverse e variegate, sottolineando, opportunamente, il suo imprescindibile legame con il Calendario e con la programmazione delle corse.
Fatta questa premessa Federippodromi elenca alcuni necessari punti fermi che sottoscriviamo integralmente:
A- L’ippica è senz’altro un comparto articolato e complesso in una filiera composta da agricoltura e allevamento, industria e servizi, socialità e territorio, marketing e tv, con una forte e necessaria presenza di appassionati investitori e di imprenditori privati ma anche di amministrazioni pubbliche proprietarie delle aree dove sorgono molti ippodromi nazionali.
B- La caratteristica dell’interdipendenza dei vari settori, ci caratterizza come una macchina complessa in cui tutti i singoli settori sono vitali: Non esiste, infatti, l’ippica se manca un qualunque settore, sia esso l’allevamento, l’ippodromo, il proprietario, l’allenatore, il guidatore, il fantino, il pubblico, la scommessa.
C- L’ippica non può essere giudicata, ha ragione il collega Meli, dalla sola redditività anche perché se così fosse, le corse virtuali sono senz’altro più redditizie delle estere e delle nostre corse nazionali ed allora chiudiamo tutto! E facciamo fare ad AAMS le corse virtuali ed estere, così lo Stato avrebbe anche risparmiato i 300 milioni che ha versato all’Unire nel biennio 2009-2010 oltre a quelli che dovrà versare per il corrente anno.
D- Certamente la “produttività” dell’ippica è un concetto molto complesso che ci rimanda alla produttività dello sport; di qui il richiamo al modello Coni, più volte citato dal Ministro Galan e purtroppo mai preso in seria considerazione dal vertice dell’Ente.
IL COLLEGA cita poi le linee strategiche approvate nel Luglio del 2009 dal Ministero delle Politiche Agricole e ne elenca i 5 principii fondanti:
1-Il cliente;
2-La legalità;
3-L’imprenditorialità ed il merito;
4-La qualità;
5-Gli investimenti.
A questi principii, tutti gli atti dei soggetti privati e pubblici operanti nell’ippica dovranno necessariamente fare riferimento e quindi l’Unire imponga:
-Che i bilanci delle società di corse siano certificati.
-La presentazione del DURC (documento unico di regolarità contributiva) da parte di tutti gli operatori ippici.
-Impianti, strutture ed ippodromi a norma e certificati dall’Unire e dalle competenti Autorità.
-Rispetto delle Leggi in materia di lavoro e lotta al lavoro nero ed irregolare.
-Penalizzazione per i soggetti inadempienti.
-Definizione di un “codice etico” che punti alla qualità totale dell’ippica nel suo complesso e di ogni singola corsa.
TUTTO QUESTO è ben descritto nelle pagg. 7-9-10 del documento ministeriale ed alle pagg. 11 e 12 si dice testualmente che l’Unire ha tempo 45 giorni (cioè Settembre 2009) per studiare e definire tutta una serie di atti tra cui il “regolamento per la redazione dei calendari” ed il “regolamento per la definizione del ruolo e la classificazione degli ippodromi”.
Purtroppo, però queste due pagine del documento ministeriale il collega Meli non deve averle lette con attenzione, perché inopinatamente cita, tra i criteri, che a suo dire dovrebbero informare il Calendario 2011 la delibera nr. 58 del 26-01-2006 di panzironiana memoria sui c.d. ippodromi di rilevanza nazionale. Una delibera vetusta, appartenente ormai alla preistoria ed oggetto di sentenze di vari tribunali amministrativi e di ricorsi tutt’ora pendenti, ormai superata dalla Legge, dal documento ministeriale sopra citato e dalla stessa Unire che nell’Ottobre 2009 elaborò un documento intitolato appunto “regolamento per la definizione del Ruolo e la classificazione degli ippodromi”. Una classificazione tutta ancora da fare!
Tutto questo viene però dimenticato o rimosso dal collega Meli che si appassiona invece molto su quel “fior fiore” di delibera, che riguardò alcuni ippodromi scelti non si sa bene in base a quali parametri, ben oltre 5 anni fa, sorvolando anche sul lungo tempo trascorso e su quante cose siano purtroppo accadute e cambiate in quegli stessi ippodromi. Forse è bene voltare finalmente pagina.
Al Commissario Varrone ed al Segretario Generale Acciai chiediamo quindi semplicemente di dare attuazione alla Legge ed alle linee strategiche del Ministero delle Politiche Agricole:
1)Si valuti la redditività e si taglino i rami secchi;
2)Si punti su standard di qualità e sullo spettacolo delle nostre corse;
3)Si adotti quindi il Calendario 2011;
4)Se sono necessarie riduzioni di giornate si riducano;
5)Si smetta, una volta per tutte, di citare tra i criteri del calendario delibere come quella sui “nazionali” o quella sulle “personalizzazioni” la nr. 22 del 09-07-2008, peraltro impugnata dalla stessa Società Alfea.
Questa Associazione è pronta a collaborare con l’Ente per imboccare finalmente la strada della ripresa e dello sviluppo, anche perché forse, questa è l’ultima possibilità che abbiamo".


























