Accorato appello di Carnevali al Presidente Napolitano
Lettera di Fabio Carnevali, presidente di Assogaloppo,al Presidente Napolitano: "L'accorato appello che Le rivolgo è dettato dal disperato tentativo di un intero Settore di uscire da quell' agonia lunga oltre dieci anni, che ha ridotto l'Ippica Italiana, da sempre eccellenza nel mondo, ad un comparto ormai in dismissione, con la conseguente perdita di oltre 50.000 posti di lavoro, di migliaia e migliaia di cavalli e di decine di migliaia di ettari di verde.
Mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, convinto che la Sua sensibilità e quel Suo alto Senso dello Stato meravigliosamente manifestati lungo il Suo difficile mandato, possano in qualche maniera intervenire affinchè il dramma che sta devastando il nostro mondo cessi, e le strategie che gli avversari dell'ippica hanno pianificato e messo in atto con colpevole complicità delle Istituzioni, siano finalmente smascherate e rese inoffensive, lasciando che l'Italia, così come accade in tutti gli altri Stati, segnatamente quelli Europei, torni ad avere ciò che le spetta in termini di sport, cultura, spettacolo generati dalla stupenda ed eterna collaborazione tra il cavallo e l'uomo.
L' Ippica di Ribot, di Varenne, del Maestro Federico Tesio, l'Ippica del grande Alberto Giubilo, l'Ippica che entrava nelle case con i Gran Premi e l'eleganza di un mondo che è anche socializzazione, l'Ippica che si è sempre auto-alimentata grazie alla passione e alla scommessa, ha subito l'attacco violento ed illegittimo di giochi di fortuna che ormai, col gioco d'azzardo, rappresentano sempre più una piaga nel nostro Paese.
Grazie a Leggi vistosamente inique, al nostro Settore sono stati distratti soldi, bloccate riforme indispensabili; la nostra rete di distribuzione di scommesse (ex agenzie-ippiche) è stata invasa da altre tipologie di giochi concorrenziali, cui sono stati garantiti prelievi fiscali agevolati; la promozione nei mass-media, tra i compiti delle Istituzioni, è stata ridotta a zero, mentre chi gestiva il gioco d'azzardo invadeva e devastava sempre più quella realtà che in tutti gli altri Stati Europei procede il suo cammino, ma che da noi è ormai prostrata, azzerata per volontà di Lobby che ne hanno saccheggiato le potenzialità per sostituire la “scommessa intelligente” col “gioco compulsivo”.
Ed in mezzo a questa guerra maledetta, Signor Presidente, i “caduti sul campo” sono i professionisti, gli allevatori, i fantini, gli operai e tutto l'indotto facilmente intuibile, ma soprattutto i cavalli da corsa, selezionati in decine e decine di anni e che oggi in Italia e solo in Italia, rischiano l'estinzione a causa delle Slot-machines.
Voglio sperare che questo appello, volutamente conciso per non rubarLe troppo tempo, riesca ad accendere una luce sul nostro mondo, ormai colpevolmente piombato in un buio che, se privo del Suo intervento, preluderà il punto di non ritorno".


























