In Lombardia improvvisa morte di Maria Sacco
LA NOTIZIA dell’improvvisa scomparsa di Maria Sacco avvenuta oggi nelle brughiere di Golasecca in Lombardia ha gettato un’ombra di tristezza e di rimpianto in tutto l’ambiente del galoppo milanese. Aveva 53 anni ed era nata ad Alessandria. Con alcuni amici si era recata a montare, come soleva fare, nei pomeriggi liberi da impegni di lavoro. Ma ad un tratto, in coda al gruppo, il suo cavallo è comparso senza l’amazzone in sella e immediatamente si è temuta una disgrazia, una caduta rovinosa.
Dai primi accertamenti la causa della morte sarebbe attribuibile a un malore. Maria Sacco in passato era stata operata al cuore negli Stati Uniti da un famoso chirurgo americano, da allora, tuttavia, le sue condizioni di salute erano sempre parse eccellenti.
Ai cavalli era legata da una passione e da un amore sconfinati. Seconda donna a staccare la licenza di fantino professionista, dopo Tiziana Sozzi, aveva ottenuto in pista 600 vittorie, conquistandosi la simpatia e l’apprezzamento dei frequentatori di San Siro, per la correttezza che sempre accompagnò le sue esibizioni.
Nel 1978 era stata vittima di un sequestro da parte di gang calabrese e solo dopo 4 mesi di segregazione e il pagamento di un riscatto, era tornata in libertà, riprendendo a montare per allenatori di fama internazionale come Federico Regoli, Enrico Camici e Mario Benetti.
Maria si era battuta anche per la difesa dell’ippodromo milanese e dei centri di allenamento di Trenno e della Maura, riuscendo a bloccare un progetto del comune di Milano, che intendeva destinare la zona ad area edificabile. La sua ultima battaglia, anche quella vinta con stile e signorilità.

























