Il Comitato Pattern riunito a Roma : fatti e riflessioni
L’European Pattern Committee dopo 20 anni ha scelto di tenere ai primi di febbraio a Roma, presso la sede del Masaf, la sua annuale riunione di inizio anno per stabilire l’elenco delle pattern e delle listed europee per il 2026. L’EPC ha rimosso la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, dopo aver riscontrato i significativi progressi ottenuti dal Masaf, in termini di regolarizzazione dei pagamenti e i miglioramenti nelle procedure amministrative, ora in linea con gli standard richiesti.
L’EPC ha anche accolto con grande soddisfazione l’impegno del Masaf per rivitalizzare e rilanciare le corse e l’allevamento in Italia. L’EPC ha preso le decisioni tecniche relative allo status delle nostre pattern ed anche delle listed. Riguardo a queste ultime, da quanto è stato comunicato, viene promossa a listed il premio Emanuele Filiberto mentre perdono lo status di listed il Vittorio Riva, Il Repubbliche Marinare e il Botticelli.
La nostre pattern di gruppo due dovrebbero quindi essere : Derby, Jockey Club, Oaks, Vittorio di Capua. Quelle di gruppo tre : Dormello, Lidia Tesio, Roma, Giubileo, Gran Criterium, Milano, Ambrosiano, Vittadini, Federico Tesio, Berardelli, Parioli, Elena, Presidente della Repubblica, Ribot, Verziere, Piazzale e St Leger, al netto di errori da parte mia, per i quali chiedo venia.
In termini di numeri il saldo è identico allo scorso anno : 21 corse di gruppo. In termini di status : retrocedono da gruppo due a tre il Lidia Tesio, Il Roma e il Dormello. In questi giorni , come tutti purtroppo sanno, la situazione di Roma galoppo sembra non consentire la effettuazione delle corse, almeno per il primo semestre, a meno di novità. L’auspicio è quello di ripartire da settembre. Appare quindi , nel caso, necessaria una parziale rimodulazione di pattern e listed e del calendario delle giornate .
Le Pattern previste in primavera alle Capannelle verrebbero trasferite a San Siro a causa appunto della non disponibilità dell’impianto romano, cosi sembra al momento. Parioli ed Elena si disputeranno il primo maggio mentre il derby day resta confermato come anche il suo intero programma di giornata , appunto a San Siro. Dove il 18 aprile si disputerebbe il premio Circo Massimo, listed sui 1800, in preparazione al premio Ambrosiano. Il Natale di Roma, listed, dovrebbe essere disputato a Firenze sui 1500 metri nel pomeriggio della Corsa dell’Arno. Verrebbe sospeso, per il 2026 , il premio Signorino. A Milano era già stato in precedenza spostato il Ribot sui 1400 in pista dritta nel fine settimana del 24 – 25 ottobre imperniato sul premio del Jockey Club , la cui dotazione è stata raddoppiata e portata a 500.000 euro.
In quello stesso fine settimana anche il Dormello e il Gran Criterium. Il Champion Day di Capannelle è previsto per l’otto di novembre e ,come detto, la grande speranza è che possa essere disputato a Capannelle , la sua sede naturale. Il St Leger il 14 sempre di novembre mentre il Berardelli concluderà la stagione europea dei due anni ad inizio dicembre. Il Federico Tesio il 3 ottobre sarà preparazione italiana al Jockey Club mentre il Piazzale si disputerà il 17 ottobre. Questo in sintesi il 2026 al galoppo , in attesa della sua completa ufficialità
Dopo i fatti le riflessioni.
Ospitare a Roma la riunione annuale dell’EPC e dopo una assenza di 20 anni lo ritengo un segnale molto importante della rinnovata considerazione che gli organismi internazionali provano verso il contesto del nostro galoppo e le sue Istituzioni. Il cui lavoro è stato premiato in maniera significativa anche con la rimozione della procedura di infrazione , causata dai precedenti ritardi nei pagamenti dei premi , e con l’apprezzamento del progetto , dei traguardi e della impronta culturale che il Masaf , con sforzo, sta cercando di dare al nostro galoppo e più ingenerale a tutto il comparto del cavallo.
Non si tratta di considerazioni banali, pian piano ne potremo apprezzare gli effetti. In parte lo si è potuto già da subito visto che le decisioni del Comitato circa le nostre pattern mi sono sembrate improntate alla massima disponibilità ed apertura di credito. Abbiamo lo stesso numero di pattern, ora sta al nostro Turf, nella sua interezza, lavorare affinchè alcuni gruppi tre possano diventare due e , soprattutto, i gruppi due , segnatamente ovviamente il Jockey Club , possano tornare nella fascia primaria. Cosa che ci permetterebbe di fare parte a titolo effettivo del Comitato, del quale, se la memoria non mi tradisce, fummo tra i fondatori.
Dobbiamo recuperare quell’indispensabile respiro colto che ha sempre improntato ogni azione del nostro galoppo a partire dagli anni venti e dunque per quasi un secolo, giacchè forse , dal 2005 circa , era stato in parte, purtroppo, forse smarrito. Per fortuna non pochi sono stati gli operatori del galoppo che sono stati capaci di tenere viva , mahlerianamente, la fiamma della passione e della nostra cultura anziché fare la guardia alle sue ceneri. Ora questa fiamma deve prendere il vigore e dimensione che per un secolo ci ha saputo regalare i tanti successi del nostro Turf .
Occorre seguire il precetto “tesiano “ di migliorare al massimo la nostra produzione ed il nostro parco cavalli in generale , come, orgogliosamente per tutti, ha saputo fare il Trotto. Saremmo in tal modo competitivi in Italia e all’estero cosi che , automaticamente, lo sarebbero di nuovo le nostre corse di selezione. L’Istituzione ha compiuto il suo sforzo, il montepremi delle corse di selezione è ragguardevole, deve costituire una spinta consistente affinchè cresca al massimo la qualità dei nostri migliori cavalli. Questo stesso montepremi ed anche la collocazione quanto più possibile complementare delle nostre pattern dovrebbe portare ospiti dallo spessore e valenza ancora maggiore rispetto agli ultimi anni. Entro nel merito.
Partendo dal Jockey Club che, ribadisco ancora una volta, a tre settimane dall’Arco di Trionfo e con un piatto di ben 500.000 euro può e deve essere un obiettivo per chi a Parigi è giunto dal terzo al settimo posto ma anche per chi abbia deluso e mediti rivincita e per chi ha dovuto saltare l’evento ma può essere pronto 21 giorni dopo. Se dovessimo allestire una edizione da 115 pieno per un paio di stagioni rientreremmo nel Club dei gruppi uno.
E’ certo doloroso aver perduto lo status di tre corse ma sono rimaste pur sempre pattern. Come altre nei confronti delle quali il Comitato ha concesso una apertura di credito della quale dobbiamo ora essere degni. Quando , già in dicembre , ebbi contezza dello spostamento a San Siro del Ribot , mi sono messo le mani nei capelli. Ora ne comprendo le ragioni, meglio tardi che mai, perché anche il Ribot diventa una chance interessante , occhio sui 1400 in pista dritta, per dei reduci dal Foret tre settimane prima.
C’è una logica con in più la suggestione della pista dritta. Si troverà , con calma e tecnicamente , il modo di arricchire nuovamente il parco pattern di Roma. Per la millesima volta, approfitto per rilanciare la mia petizione : sui 1400 in pista dritta anche il Gran Criterium, le nostre Dewhurst. Selezione massima. La soluzione di fare del Berardelli l’ultima chance europea in pattern per un due anni , oggi si corre ovunque da gennaio a dicembre, può essere una buona idea, perlomeno per rendere possibile la presenza dei migliori due anni tedeschi e forse anche di qualche tardivo francese. Ne guadagnerebbe il rating , oggi sotto standard ma con lo status comunque protetto dalle norme che evitano retrocessione alle pattern da 1800 in su per i due anni. Cosi come per le corse per i fondisti , vedi St Leger.
Lo stesso discorso può valere per l’otto novembre romano . Perche, in generale , entro certi limiti è ovvio, le ottime dotazioni in genere delle nostre pattern dovrebbero attirare e Roma e Lidia Tesio potrebbero recuperare lo status di gruppo due , certamente confermare quello di terzo gruppo . Parioli ed Elena a 187.000 euro hanno una dotazione da ottimo gruppo due , non certo da gruppo tre. Sono due corse che dobbiamo assolutamente rivitalizzare altrimenti , non ci voglio pensare, disputeremmo classiche senza lo status di pattern.
Idem per le Oaks che valgono 418.000 euro oppure il Milano e il Repubblica da 200.000. Abbiamo un gruppo di corse sulle quali lavorare perché tornino almeno di gruppo due, penso appunto al Milano, per essere chiari è giusto sui 2000 per avere cavalli interessanti, al Repubblica stesso ma la nostra attenzione e impegno deve essere massimo , come detto per le classiche, tutte e quattro.
Ci sarebbero ancora diverse considerazioni da fare , le lascio a voi amici lettori . Sempre tuttavia per costruire, nel solco di una Cultura che deve esserci guida per raggiungere il traguardo più importante, a mio avviso, ovvero la riqualificazione delle nostre corse di selezione. Parte tutto da lì….Lo so ci sarebbe Capannelle. Ci fui portato , ignaro , già nel 55 o 56. Con cognizione di causa diciamo dal Repubblica di Sedan e dal Derby di Songkoi, beh dovrei dire di Rio Marin ma ci siamo capiti….
Ho vissuto e studiato Capannelle in quasi ogni suo aspetto dai primi anni 70. E’ casa mia , il dolore immenso , come il vostro, che insieme stiamo provando toglie respiro e voce ma non la speranza … Quelle pattern la cui programmazione è stata mantenuta in autunno ancora a Capannelle sono un atto di fede e di speranza , di tutti, ed insieme debbono essere il nostro Piave e non certo Caporetto. Ci siamo di nuovo capiti, immagino….. ah dimenticavo: per essere grandi serve Allevamento, Allevamento, sempre Allevamento, la sublimazione della Cultura ippica. Mettiamolo al centro dei nostri pensieri e di quelli del Masaf. Facciamo di tutto per sostenerlo al massimo. La maniera si troverà.




























