Correre pochi giorni dopo l'incendio: è giusto?
GILDA BI E DADDY DI JESOLO sono due dei nove cavalli scampati alla morte nell’incendio che la sera della vigilia di Natale ha distrutto il centro di allenamento Ajrale a Vigone in provincia di Torino. L’allenatore svedese Ove Kristoffersson non ha esitato a mandarli in pista a San Siro pochi giorni dopo la drammatica notte. Gilda Bi ha corso sabato 29 nel premio Cinqueterre ed è stata squalificata per rottura prolungata (ha vinto Genial Flying). Daddy di Jesolo domenica 30 ha partecipato al Premio San Silvestro in cui si è classificato al terzo posto (ha vinto Craly).
“Lo spettacolo deve continuare” dicono gli americani di fronte a qualsiasi calamità. Da noi invece esiste la parabola del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Per cui, ha fatto bene l’allenatore Ove Kristoffersson a far sì che la vita riprendesse il suo corso normale? Oppure la sua è stata una scelta assai discutibile perché non ha tenuto in nessun conto che i cavalli non sono biciclette e che quanto è accaduto avrà senz'altro prodotto delle conseguenze non solo dal punto di vista organico, ma soprattutto da quello mentale. Si è tenuto conto, insomma, del trauma che i cavalli sono stati costretti a sopportare? Per noi il bicchiere è mezzo vuoto ma sul delicatissimo argomento apriamo un dibattito e saremo lieti di ospitare le opinioni dei nostri lettori.


























