Assogaloppo, lettera aperta al presidente della SNAI
FABIO CARNEVALI (Assogaloppo) ha scritto la seguente lettera aperta a Maurizio Ughi presidente della società SNAI:
“Egregio signor Ughi, ci conosciamo dai tempi di quell' Intercategoriale che contestò con successo la condotta dell'allora Presidente dell'U.N.I.R.E. Dottor Zurlo, quindi parliamo ormai di molti, molti anni fa. Da allora il Sindacato di agenzie (un tempo ippiche..) che così autorevolmente Lei rappresenta, non si è quasi mai interessato del mondo del cavallo da corsa: promozione, proposte costruttive, collaborazione con le forze produttive ippiche, non hanno certo fatto parte delle attività svolte dallo S.N.A.I., se non in maniera molto, molto marginale. In compenso, grazie a strategie di grande successo, il "Suo" sindacato è riuscito a farsi abbonare gli ormai famosi Minimi Garantiti (legge 200) ed il 90% dei canoni dovuti, e sottolineo dovuti, per il segnale televisivo nelle agenzie, ottenendo una impropriamente definita transazione al 10% che, se i canoni non fossero stati debiti esigibili, non avrebbe avuto motivo di essere. Solo queste due operazioni sono costate al Sistema Ippico Italiano in poco tempo qualcosa come 300 milioni e spicci.
Inoltre, come da Lei dichiarato più volte, (l'ultima delle quali nella trasmissione "Report"-Rai3), il segnale televisivo utile a far gestire il gioco in agenzia, non solo non rappresenta un guadagno per il nostro settore, ma, addirittura, è e sarà un costo per tutti noi. Questi ed altri esempi (e ce ne sarebbero..) stanno ad evidenziare che lo S.N.A.I. non si interessa dell'ippica se non per danneggiarla, traendo profitto da interventi che, seppur legittimati da provvedimenti legislativi, non brillano certo per correttezza e passione nei confronti del mondo ippico italiano.
Ecco perchè la Sua “proposta-improponibile” di scollegare le scommesse dal prodotto (montepremi) ci preoccupa non poco. Ecco perchè ci domandiamo per quale motivo Lei, il Signor Passamonti per S.I.S.A.L. ed il Signor Ginestra di Assosnai, stiate appassionatamente sollevando da mesi la questione definita "fisso", presentandola come la panacea indispensabile alla salvezza di quel mondo che avete a dir poco bistrattato negli anni, tra l'altro relegandolo ad un cantuccio di quelle Agenzie che rappresentavano la "nostra" rete di vendita, ceduta a costo zero a giochi antagonisti.
Il "fisso", per qualunque ragione lo vogliate, non sarà accettato, ci auguriamo, dallo Stato e non può essere accettabile dall'ippica che produce. Quell’ippica, signor Ughi, che rigetta ogni forma di assistenzialismo e che sarebbe in grado di risorgere se solo la si lasciasse lavorare, evitando quegli impedimenti che la politica ed altri soggetti ne hanno fatto nell’ultimo decennio una facile preda per chi non la ama e non la merita.
Recentemente c’è stato chi , citando quanto detto da un famoso personaggio impegnato a battersi per il suo popolo, ne ha ricordato le parole che rivolse a Stati più ricchi ed evoluti: “Non regalateci pesce. Insegnateci a pescare”. Noi sapremmo “pescare”, se solo ce lo lasciassero fare, per cui chiediamo allo Stato: “ Non regalateci pesce. Lasciateci pescare!”
Nel frattempo voi, cari Signori, anziché improvvisarvi salvatori dell’ippica italiana, tornate a pensare cortesemente ai vostri affari.
O è proprio questo ciò che state facendo?
FABIO CARNEVALI


























