Ampliare la mente: la sfida dei nostri tempi
La sfida di oggi è non perdere il vecchio nell'arricchirlo con il nuovo. Abbiamo a disposizione una miriade di informazioni, metodi, guru, esperti dei social... come sempre il rischio è prendere arbitrariamente una posizione, credere che questa sia la migliore e sufficiente ad escludere le altre, procedendo, per rimanere in tema equestre, con i paraocchi.
Anche nel passato le diatribe tra maestri che dedicavano la loro vita a una filosofia piuttosto che a un'altra erano infuocate e piene di provocazioni, basta pensare all'eterna lotta tra Baucher e D'Aure, come successivamente tra Steinbrecht e il primo, così come tra i rispettivi allievi per i successivi secoli. Le loro discussioni erano dettate da argomentazioni concrete e pratiche legate alle necessità dell'addestramento di ognuno, vi era chi inseguiva aspetti artistici e chi più funzionali alla pratica bellica, ovviamente le differenze portavano all'odio ben percepibile nei loro scritti.
Personalmente sono affascinata da ogni filosofia sull' arte equestre classica, leggendole cerco di comprendere le similitudini e le differenze, andando oltre alle incomprensioni che le separa. Le frecciate che questi grandissimi personaggi si mandavano attraverso i loro scritti, ammetto, mi divertono. Comprendo la situazione storica e le forti personalità, ma non mi lascio certo influenzare: ognuno di loro ha tanto da insegnare!
Al giorno d'oggi dovremmo essere culturalmente capaci di analizzare ogni testo con l'intenzione di inserirlo in un contesto storico, e la capacità di valutare liberamente cosa in quel momento può essere per noi fonte di ispirazione. Nel passato dell'equitazione c'è troppo sapere a cui attingere per poter escludere intere filosofie, vista soprattutto la grande carenza culturale dei nostri giorni, in cui tutti sanno tutto ma in modo superficiale o carente, dove spessissimo l'immagine è più importante del contenuto.
Non possiamo assolutamente permetterci di perdere questa immensa fonte di conoscenza. E' ovvio che lo studio senza la pratica è fine a sé stesso, e che, ovviamente, sarà la pratica stessa a districarci tra filosofie e metodologie differenti. Quindi, leggete ma anche e soprattutto montate! Più svilupperemo tatto e senso equestre, al pari di un fortissimo senso critico, e più potremo imparare direttamente dai cavalli. Fino a quel momento (e comunque anche in futuro) avremo ovviamene bisogno di intermediari tra il nostro binomio e il classicismo, come per me sono stati e sono tutt'ora altri maestri in carne ed ossa. Servirà arrivare a fondo di ogni insegnamento per poterlo giudicare e fare nostro, per questo serve dedicare molto tempo ad ogni filosofia per poterla comprendere (anni). L'insieme di ogni insegnamento che trarremo sarà il nostro bagaglio culturale concretizzato nella pratica, gli strumenti del nostro mestiere, come gli attrezzi dell'artigiano nella sua borsa. Termino con due bellissime citazioni di Maestri filosoficamente contrapposti: perché non apprendere da entrambi??
“Il vero addestramento è una ginnastica naturale, grazie alla quale le forze del cavallo sono temprate e le sue membra sono rese elastiche. Con l'addestramento le parti più vigorose del corpo sono portate a una maggiore attività, a beneficio delle parti più deboli, le quali si trovano a poco a poco fortificate con l'esercizio, mentre le forze nascoste, che il cavallo trattiene sono liberate. Ne risulta una perfetta armonia nello sforzo comune, cosa che permette al cavallo di eseguire a lungo e senza coercizione, al richiamo dei più leggeri aiuti del suo cavaliere, quei movimenti regolari e maestosi che, di sua iniziativa, mostra soltanto in modo fuggevole quanto è eccitato”. Steinbrecht
“Quante vive soddisfazioni, quanti deliziosi momenti per il cavaliere che incontra un nobile interprete in questo interessante amico dell'uomo, quale intimità ricca di piacere, quante conversazioni vive, stimolanti, istruttive” Baucher
"Giulia Gaibazzi, fondatrice di Equitazione in Armonia® e responsabile per la formazione istruttori di equitazione Acsi.
Testo estratto da “Montare ri-pensando ai classici”, il saggio completo si trova su wattpad.com"




























