A rischio i cavalli selvaggi dell'Aveto
Lo Staff del Progetto "I Cavalli Selvaggi dell'Aveto comunica “ Nuove dure prove attendono i cavalli ormai più conosciuti d’Italia, “I Cavalli Selvaggi dell’Aveto”, ormai esempio incontrastato dei tesori della nostro territorio. Nonostante gli sforzi per renderli un patrimonio per il territorio e i suoi abitanti, i numerosi riconoscimenti avuti (anche recentemente durante l’incontro del 26 marzo scorso al Museo di Storia Naturale G. Doria di Genova) da parte del Ministero della Salute (Unità Operativa Tutela Animale) con il quale va avanti da anni una fruttuosa collaborazione, dell’Università di Genova (DISTAV), nonostante il patrocinio di Monty Roberts, “l’uomo che ascolta i cavalli” (guru della doma etologica) che, sotto l’alto Patronato della Regina Elisabetta II, appoggia le nostre attività… nonostante tutto questo, oggi ci troviamo a dare comunicazione di quanto più abbiamo temuto in questi anni: nuove catture e detenzioni presso il recinto sito in località “Bevena”, dove già erano stati rinchiusi nell’estate del 2013 e poi liberati grazie all’intervento del Ministero della Salute. La segnalazione ricevuta è stata verificata di persona e documentata con materiale fotografico. Non si sa da chi siano state ordinate le catture, ne quali siano le destinazioni dei cavalli! Il macello? L’adozione? La castrazione?
Nove i cavalli detenuti in un recinto fatiscente, alcuni con evidenti ferite, una cavalla morta di parto per lo stress della cattura e della prigionia (era già successo due anni fa) e un puledro orfano, con poche probabilità di sopravvivere se non gestito da mani esperte. Altre due cavalle in avanzato stato di gravidanza corrono gli stessi rischi. I floridi stalloni che abbiamo visto e fotografato più volte sui prati della valle, sono l’ombra di quelli che erano, le costole cominciano a farsi vedere nonostante il fieno, che non ha mai fatto parte della loro dieta. Appaiono avviliti e umiliati.
Questi i risultati per pochi giorni prigionia.
Questi i fatti, gravissimi.
Si auspica il rapido ritorno alla libertà, prima che altre morti debbano sopraggiungere e che i responsabili non rimangano impunti, infatti il maltrattamento animale è reato penale: L. 189/2004 art.1.

























