Trotto a Parigi, due successi per l'Italia
IN ITALIA chiudono gli ippodromi metropolitani di trotto e allora le scuderie fanno rotta su Parigi, a Vincennes il meeting d'hiver in pieno svolgimento e le sue quotidiane occasioni remunerative. Soprattutto i soldi dei premi sicuri e pagati velocemente. Nel giovedì parigino due squilli italiani: al monté, storia del Prix de Melon, con il quattro anni Pedro Alonso Nino, mentre all'attélé addirittura la doppietta azzurra con Nancy Sco e Nefertite Del Rio.
Pedro Alonso Nino, figlio di Daguet Rapide e di Ferula (Buvetier d'Aunou), è un portacolori della scuderia Verner, formazione proprietaria anche di un soggetto di rango come Marimari (piazzato di gruppo 3 il 3 gennaio scorso a Vincennes). In Italia è in allenamento da Pippo Gubellini e il suo score sulle piste nazionali è di 8 vittorie e 3 piazzamenti in 14 corse. A Parigi affrontava il debutto alla sella, con in sella un jockey di grido, l'ottimo Julien Raffestin.
C'è voluta tutta la sua classe in dirittura d'arrivo quando Pedro Alonso Nino ha dovuto respingere i reiterati attacchi del francese Vantage. Il figlio di Daguet Rapide era passato in vantaggio all'uscita della piegata finale, dopo aver seguito il leader Verdier du Rib. La retta della cattedrale del trotto mondiale è infinita. Ma con le mani e l'esperienza di Raffestin il debuttante italiano è riuscito nell'impresa, portando a casa una borsa di 18 mila euro.
Bottino di 29 mila euro per l'altra vincitrice italiana Nancy Sco, portacolori della scuderia Ocres. In Italia è stata allenata da Paolino Carta, oltralpe è passata in scuderia da Vincent Lacroix. Nel Prix de Villareal è passata con bell'allungo nel finale per poi respingere l'affondo dell'altra italiana Nefertite Del Rio. In sulky a Nancy Sco una delle migliori guide del circuito parigino, il belga Dominik Locqueneux, che nel suo palmarés vanta due edizioni del Prix de France ed il Prix d'Amérique 2006 riportato con Gigant Neo.
La carbonella di Vincennes un giorno dopo l'altro è sempre piu' la grande occasione per il trotto italiano di trovare gloria e nuova linfa, denaro fresco per le casse delle nostre scuderie. E, cosa non da poco, un segnale di speranza per chi ancora con impegno, passione e cultura ippica resiste ad un sistema ormai in caduta verticale. Un sistema che non esiste piu' ma che dà qualche segno di vita perchè c'è ancora qualcuno che alleva bene, si aggiorna e si lancia una sfida grande, come quella di prendere un cavallo e far rotta su Parigi. E' un trotto italiano che cerca di essere ancora vivo, con grandissima dignità.



























