Decreto giochi, la scommessa dello Stato
ROMA - "Abbiamo lavorato sodo" sul decreto giochi della delega fiscale. "Siamo praticamente pronti. Fra un paio di settimane il Consiglio dei ministri presenterà il testo assieme alle altre parti della delega fiscale. Poi ci saranno due mesi di discussione parlamentare, utili per chiarire i punti da discutere". Lo ha assicurato il sottosegretario al ministero dell'Economia con delega ai Giochi, Pierpaolo Baretta.
Parlando dei contenuti del decreto, durante un incontro a Roma, il sottosegretario ha sottolineato che "bisogna evitare il disordine della distribuzione dei punti gioco", come avvenuto "negli ultimi anni". E mettendo ordine lo "Stato ha chiaro che si sta assumendo un rischio finanziario, perché l'introito dei giochi ora è di 8 miliardi di euro. Ma c'è una partita più grossa - ha puntualizzato - la tutela della salute pubblica, la lotta alla criminalità e il mercato devono stare insieme. Serve un punto di equilibrio, quindi per lo Stato vuol dire rinunciare a una parte di introito".
Il decreto, ha aggiunto Baretta, ribadisce, tra le altre cose, "la riserva statale" in materia di gioco, prevede la richiesta ai gestori di bar o altri esercizi di "farsi carico della responsabilità di non far giocare i minori" e va verso "un rafforzamento del gioco legale, per contrastare quello illegale".
In generale, ha concluso, "nelle prossime ore saremo chiamati a discutere", anche sulla questione pubblicità. "Nel decreto abbiamo messo le fasce protette per la pubblicità in tv a tutela dei minori, ma potrebbe non risolvere il problema se poi la televisione viene guardata anche in altre ore". (ANSA).


























