A Firenze si accendono i motori: Gran Premio Ponte Vecchio
Domenica di fuoco nell’impianto fiorentino del Visarno-Cesare Meli, scendono in pista gli anziani in occasione dell’iconico Gran Premio Ponte Vecchio giunto alla sua 80esima edizione.
Nato nel 1947 come Premio d’Autunno, l’evento cambiò nome nel 1968 in Premio d’Inverno, per poi assumere nel 1970 la definitiva denominazione di “Ponte Vecchio”
Il nome deriva dal simbolo della città proprio il Ponte Vecchio storico ponte sul fiume Arno a Firenze
Il Ponte Vecchio è il primo ponte di Firenze, ideato e costruito in epoca romana. Probabilmente era una passerella in legno che permetteva di collegare Firenze alla via Cassia, una delle strade nazionali romane, che congiunge Firenze con Roma.
Da passerella in legno, col tempo diventa un ponte di legno, sarà detto quindi sublicio.
Nel 1294 il governo fiorentino delibera il rinnovamento del Ponte Vecchio che comprende la carreggiata a spina di pesce, cinque arcate e nove metri di carreggiata.
Il 1333 è l’anno del grande diluvio , che venne descritto come una terribile alluvione i cui livelli dell’acqua raggiunsero i massimi storici (in Duomo arrivò al di sopra dell’altare maggiore). In Via San Remigio, strada del centro storico fiorentino, una targa ancora ne ricorda l’altezza.
La città fu completamente sommersa e i ponti in legno furono completamente portati via dalla forza dell’acqua. Ci vollero anni perché tutti i ponti venissero ricostruiti. Per il Ponte Vecchio ci vollero 12 anni per ricominciare i lavori.
Questa volta però fu realizzato un grande progetto che avrebbe portato lustro alla città: tre potenti arcate a sesto ribassato, fermate alle due estremità da quattro torri. Una delle torri, quella dei Mannelli, è l’unica che ancora si staglia in angolo con via de’ Bardi. Verso il centro del Ponte, una loggia coperta coronata da una terrazza merlata lasciava libera la veduta del fiume.
Da fuori Ponte Vecchio sembrava un castello con quel suo bellissimo loggiato che offriva la vista sul bel panorama del giglio.
Ed è proprio il bel loggiato ad attirare i mercanti che chiedevano l’affitto dei negozi.
Fu così che le botteghe furono affittate ai Beccai (macellai). Ben 48 furono i negozi affittati ai privati.
Col le somme ricavate dagli affitti, nel novembre 1565, dopo 5 mesi di lavori, Giorgio Vasari porta a compimento il Corridoio Vasariano a lui dedicato. Un passaggio privato e quasi segreto lungo circa un chilometro che collega il Palazzo della Signoria con la Fabbrica degli Uffizi e poi, proseguendo sopra le arcate dal Lungarno degli Archibusieri, costeggia il fiume e sale sul Ponte Vecchio. I medici e l'altra nobiltà ne usufruivano quotidianamente per evitare le strade sporche di Firenze.
Come ben si sa l’odore putrefatto della carne e del sangue non era molto gradito dai nobili. Per questo motivo nel settembre 1594 Ferdinando I de’ Medici ordinò che le botteghe venissero assegnate esclusivamente agli orafi. Nel corso del XVIII secolo gli orafi ideano le madielle, le mostre sporgenti sulla carreggiata del ponte. Nelle “casette” sopra il fiume avevano i propri laboratori.
Gli orafi del Ponte Vecchio sono arte e bellezza, vanto nel tempo per Firenze.
Tra il tre ed il quattro agosto 1944 l’esercito tedesco in ritirata mina tutti i ponti della Città tranne il Ponte Vecchio, minandone però gli accessi. Solo grazie al Corridoio Vasariano sarà possibile riallacciare le comunicazioni telefoniche tra la riva destra e quella sinistra.
Il 4 novembre 1966 il Ponte Vecchio resiste alla terribile alluvione di Firenze, ergendosi a baluardo della resistenza fiorentina e a simbolo della rinascita della Città.
Ancora oggi, guardandolo dal Piazzale Michelangelo, ci appare nella sua solenne e classica armonia, lucente, a metà tra le due anime della Città.
Proprio per celebrare questo simbolo del Giglio fiorentino, gli ippodromi fiorentini hanno fortemente voluto intitolare una delle corse classiche. Classe e prestigio contornano il gran premio Ponte Vecchio che da oltre 80 edizioni lancia in pista i più grandi cavalli trottatori.
Con un campo partenti formato da 11 protagonisti, la corsa si svolge sul doppio chilometro, per una dotazione complessiva di 25.300€. Con la formula dell’handicap ad invito, 8 sono i soggetti al primo nastro mentre a venti metri solo 3 soggetti sono chiamati a seguire.
Allo start Firmamento St apre la fila. E’ un soggetto molto regolare e vincente sul doppio chilometro. L’ultima uscita in gruppo III risale a Settembre a Cesena dove è giunto secondo dietro ad uno splendido Bat Host nel circuito nazionale guidatori.
Flash Np (2), riesce sempre a conservarsi il piazzamento anche nelle corse più difficili. Detiene un record di 1.11 sul doppio chilometro.
Castaldo Cas (3) è regolare in corse di gruppo, manca sempre un po’ di fortuna in più. Abituato a correre di rimessa, trova il numero in prima fila e siamo sicuri lo giocherà a suo favore.
Condor Pasa Gar (4) ha un parziale folgorante. Le sue uscite in terra francese, in Agosto, si sono dimostrate vincenti ed azzeccate arrivando perfino secondo al tempo di 1.10.9.
Bat Host (5) è il soggetto più regolare tra i candidati alla vittoria. Beniamino della famiglia Ciappi, cercherà la vittoria nella madre terra Toscana, dopo delle qualitative prestazioni in corse di gruppo.
Cordobes (6) giunge secondo nel gran premio della Vittoria. Lo troveremo in lotta per il piazzamento d’onore.
Global Agreement (7) è un soggetto affidabile e molto qualitativo.
A chiudere il primo nastro troviamo la regolare Dauphin Joyeuse (8), reduce da due vittorie consecutive di cui l’ultima in terra francese.
A 20 metri spiccano solo 3 soggetti tutti allenati da Enrico Bellei. Fortunadrago Font (9) proviene da una rottura in terra francese. Non sembra proprio al top della sua forma.
Enki Brown Effe (10) è il cavallo più regolare del secondo nastro. Viene da due prestazioni in cui scende sotto 1.12.5, si sa adattare a ogni tipo di schema. I metri a rendere non lo penalizzano: ha velocità e resistenza a questo tipo di schema.
Banderas Bi (11) chiude il campo partenti. Aveva fatto una bella prova sulla pista di Firenze in preparazione al gran premio della Vittoria del 6 Gennaio. Sfortunato a Bologna da una serie di condizioni tecniche e meteorologiche, non è riuscito nemmeno a superare i nastri di partenza. Ci riprova sull’anello fiorentino dove tempo fa si era esibito con un bel 1.53.
Una corsa che si presenta incerta ma molto aperta, senza un netto favorito.
Le corse di contorno si presentano accattivanti e ricche di intrattenimento con il premio Birbone e il premio Crevalcore, gli unici cavalli a vincere 3 volte la classica fiorentina.
Come il simbolo di cui porta il nome, il Ponte Vecchio risplende sull’anello grigio del Visarno-Cesare Meli.




























