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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Giulio Cesare, un gigante anche a cavallo

Giulio Cesare, che dire ?
Indubbiamente, un grandissimo personaggio nella storia di Roma  antica,
Straordinario  generale  ed  abile  politico; conquistatore della  Gallia... delle  donne e dittatore a vita. Tanti  colossali  progetti, per  una  Roma  sempre  più  bella  e  grandiosa, sfumati  per  la  prematura  morte  alle  Idi  di  marzo  del  44  a. C.
Tutti  conoscono  le  sue  virtù,
Ma  non  tutti  sanno  che  fu  anche  un  abilissimo  cavaliere .
Infatti Giulio Cesare, fin  da  bambino, imparò, con  naturalezza  e  senza  problemi , ad  andare a cavallo  (v.  Plutarco ,”Cesare”,par.  17 ) .
Lo  stesso  scrittore  greco  ci  informa  che  l’eroe  di  tante  battaglie , sempre  quando  era  appena  un  fanciullo , si  divertiva  spesso  a  spingere  il  suo  cavallo  in  uno  sfrenato  galoppo, addirittura  “con  le  mani  intrecciate  dietro  la  schiena” !
In  base  a  quanto  scrive  lo  storico  Svetonio ("Vite dei Cesari", libro  I, par.  61 ) , Cesare  disponeva  di  un  cavallo  davvero  eccezionale ( “equo  insigni” ) con piedi  “quasi  umani”  e  “zoccoli  come  dita” .
Cesare  fu  molto  legato  al  suo  cavallo , sia  perché  gli  era  nato  in casa , sia, soprattutto, in  relazione  alla  profetica  previsione  degli  indovini (gli  aruspici ), secondo  la  quale  l’animale  “significava  il  dominio  del  mondo (“imperium  orbis  terrae” ) per  il  suo  padrone” .
Non  è  difficile , quindi , immaginare  come  Cesare  allevasse  il  cavallo (il  cui  nome , a  quanto  consta, non  è attestato  dalle  fonti) con  estrema  cura, compiendo  ogni  giorno  esercizi  di  equitazione .
A  conferma  della  maestria  del  celebre  dittatore, va  sottolineato  che  il  grande  Giulio riuscì, per  primo, a  montare  il  cavallo , in  effetti  così  riottoso  da  non  poter  sopportare  di  essere  cavalcato  da  altri .
Dell’amore , poi , per  il  suo  partner  equino   fa  fede , ammesso  che  ce  ne  fosse  bisogno , la  statua  a  lui  dedicata  da  Giulio Cesare   davanti  al  tempio  di  Venere  Genitrice  nell’omonimo  Foro .
Insomma, è  proprio  il caso  di  dire che, nella specie trattasi  di  un  vero  “D’Inzeo  ante  litteram” !