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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Verona, focus sul benessere del cavallo sportivo

FIERACAVALLI a Verona tocca il nervo scoperto fin dalle battute iniziali. Interessante e molto seguito – nonostante la maratona di interventi che ha impegnato tutto il pomeriggio di giovedì 6 novembre – il convegno dedicato al benessere del cavallo sportivo con particolare focus sul dressage.
Molti i relatori di questo appuntamento organizzato dalla Siaec, Società italiana arte equestre classica (equitazionesentimentale.com), aperto dalla presentazione della professoressa Pia Lucidi dell’università di Teramo che ha illustrato il giovane corso di laurea in Tutela e benessere animale (triennale con successivo master di primo livello in Scienze cognitive e benessere del cavallo) dell’ateneo. Nato come supporto a Medicina veterinaria, il corso si sta distinguendo in campo scientifico per la spinta innovatrice verso il benessere animale e offre agli studenti una preparazione teorico-pratica riguardo le specie domestiche, con particolari interessi nei confronti del cavallo.
Il professor Gerhard Heuschmann, entrando nel vivo del tema congressuale, ha spiegato come, per esigenze di tempo e brama di vittoria, nei rettangoli di dressage e nei campi di salto ostacoli si assista a “esibizioni” nelle quali i cavalli sono costretti in posture capaci di causare danni anche molto seri alla loro salute. Il veterinario tedesco ha trattato aspetti di anatomia funzionale in riferimento all’equitazione classica, spiegando in particolare come i muscoli del collo facciano da leva e il legamento nucale “tiri” i processi spinosi del garrese “sollevando” il posteriore senza che i lungodorsali del tronco si irrigidiscano nonostante il peso del cavaliere.
Interessantissimo anche l’intervento del colonnello Christian Carde, ancien ecuyer en chef del Cadre Noir di Saumur, che ha voluto stigmatizzare come purtroppo l’anatomia funzionale del cavallo non sia compresa e che, contrariamente quanto i più sono portati a pensare, nell’addestramento del cavallo “chi ha fretta deve andare piano”. Tra le sue proposte, anche delle raccomandazioni alla Fei e un appello a rifarsi rigorosamente alle regole della federazione internazionale, oltre all’invocazione di una netta separazione tra la carriera dei giudici e quella dei trainer.
Giancarlo Mazzoleni, presidente della Siaec, in un intervento più volte interrotto dagli applausi della platea, ha trattato i temi dei maltrattamenti e ha offerto interessanti suggerimenti spaziando dalle istituzioni ai singoli cavalieri e suggerendo la realizzazione di tavoli comuni di confronto.
Il professor Paolo Del Grande ha fondato il proprio intervento sulle abitudini comportamentali e le strategie relazionali dei cavalli ponendole in relazione alla necessità dell’uomo di comprenderle per guadagnare “a vita” la fiducia dell’animale senza alcun mezzo coercitivo.
Infine, Giovanni Gamberini ha voluto toccare brevemente il tema del lavorare «per diventare più bravi e poter meglio aiutare gli altri», lanciando al contempo la provocazione di una «Fieracavalli senza cavalli» e il superamento della lungamente discussa “equitazione naturale” attraverso la sublimazione verso un’equitazione “soprannaturale”. Il calambour, naturalmente, per invitare a una riflessione su quanto l’etica necessiti di essere trasformata quotidianamente in atti concreti.
Da non perdere il libro del professor Heuschmann dal titolo “Il dito nella piaga” edito da Equitare e che offre un importante trattato di anatomia funzionale in relazione all’equitazione classica e alle molte, troppe, pratiche sbagliate.