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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Uniti per salvare l'ippica in Sardegna

TUTTI INSIEME per evitare il collasso dell’ippica! E’ il grido che ieri, nella sala convegni della tenuta di Tanca Regia di proprietà dell’ex Istituto Incremento Ippico, oggi Agris Sardegna, si è sentito a gran voce dalle centinaia di persone che si son ritrovate per fare il punto sull’ippica non solo in Sardegna ma in tutta Italia dove, ormai ogni giorno, in città diverse vengono organizzate manifestazioni “salva ippica” per scongiurare la fine di un settore che occupa diverse decine di migliaia di lavoratori.
Chi è partito da Chilivani e da Sassari, chi da Villacidro e chi da Cagliari (le sedi dei quattro ippodromi sardi, anche se quello del capoluogo è ormai attivo solo per gli sport equestri), tutti hanno fatto sentire le proprie ragioni con in testa il presidente nazionale dell’Assogaloppo, Fabio Carnevali e la rappresentante regionale, Gabriella Masuri che, insieme al rappresentante dell’Assessorato all’Agricoltura della regione, Salvatore Melis, hanno constatato che se non si interviene subito il settore ippico in Sardegna è come una candela che sta esaurendo le sue funzioni.
Un comparto che per la Sardegna rappresenta non solo tradizione (è la regione italiana con il più alto numero di puledri nati) ma soprattutto lavoro. E senza un numero ragionevole di giornate di corse, come succedeva gli anni passati, tantissimi posti di lavoro sono a rischio, per non parlare dei cavalli che se non portano reddito al proprietario sono destinati ad una fine ingloriosa.
La richiesta principale che gli addetti ai lavori sardi fanno alla Regione riguarda l’intervento economico per poter aumentare le giornate di corse che per il 2013 saranno solo 23 (11 a Chilivani una in meno rispetto allo scorso anno, 8 a Sassari e 4 a Villacidro). Soldi che si potrebbero trovare sbloccando il finanziamento di quasi un milione di euro annunciato dall’Assessore Prato e non ancora messo a disposizione