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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Sogno di una notte di mezza estate...

aro Direttore, il recente “dibattito” in merito alle presunte decisioni assunte dalla Commissione Tecnica Centrale del Libro genealogico del cavallo trottatore italiano, aldilà delle sterili guerre di quartiere, potrebbe, a mio avviso, avere il merito di indurre l’ANACT (anche su richiesta dei soci) a richiedere, al Ministero competente, studi scientifici che sicuramente si  rivelerebbero utili per l’intero comparto.
Vorrei si potesse per un attimo accantonare la querelle sul “congelato”.
Credo si possa affermare con una certa tranquillità che nel 2017 non esiste nessun operatore (allevatore, proprietario, allenatore, guidatore, veterinario) che abbia una posizione negativa, a priori, rispetto alla ricerca e alla scienza, l’oscurantismo medioevale, che garantiva gli interessi di pochi nei confronti di una moltitudine di ignoranti è lontanissimo.
Gli studi sulla genetica, anche in campo equino, hanno compiuto progressi eccezionali (gli appassionati dell’argomento conoscono termini quali: allele, SNP …) e sicuramente ogni categoria ippica potrebbe suggerire argomenti da assoggettare a ricerche scientifiche mirate a comprendere come migliorare la produzione. 
Ogni hanno vengono prelevati campioni biologici dai nostri puledri per la verifica di parentela, perché non chiedere al Ministero di commissionare una ricerca che possa contribuire ad aumentare la conoscenza per tutti gli operatori al fine di migliorare ulteriormente la produzione?
Potrebbe rivelarsi un modo utile per far conoscere al largo pubblico che alla terminologia “cavallo da corsa” non necessariamente occorre affiancare solo la parola “scommessa” (messaggio che molti vorrebbero far passare) ma anche ricerca e scienza!
Sarebbe auspicabile vedere per una volta accantonati i risentimenti personali delle varie “squadre”, che ogni giorno non perdono occasione per denigrarsi vicendevolmente, e trovare i rappresentanti del settore uniti nel richiedere al Ministero, a gran voce, di sfruttare le enormi potenzialità, in termini di competenza ed esperienza possedute da alcuni degli attuali membri della CTC.
Sperando che questo mio auspicio non rimanga solo un sogno di una notte di mezza estate colgo l’occasione per salutare cordialmente.
Alberto Bonati