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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Olimpiadi: luogo di pace, etica e sport

L'origine dei Giochi Olimpici si perde nel tempo e nell’intersecarsi di storia e leggenda. La cronologia dei Giochi inizia tuttavia nel 776 a.C. ad Olimpia dove questi si svolgevano ogni quattro anni nell'ambito delle celebrazioni dedicate a Zeus. Pace, Sport e Cultura, gli elementi fondanti.
"Qui, nel grembo della storia anticamente gli uomini suonarono le campane della pace e forgiarono l'avvicendamento tra i popoli. Qui, nel luogo sacro di Olimpia, dove gli dei e le leggende vivono per sempre, nacquero e si svolsero i Giochi Olimpici che avevano come scopo ultimo l'equilibrio tra mente e corpo.  Qui venivano i giovani da tutta la Grecia per partecipare alle gare per il bello e il buono.  Qui, per la prima volta nella storia dell'umanità, fu istituita l'ekecheiria, ossia l'immediata tregua di tutte le guerre": con questa motivazione l'UNESCO, nel 1989, dichiarava Patrimonio dell'Umanità il complesso dei resti monumentali di Olimpia.

Il concetto di Tregua Olimpica o "Ekecheiria" è infatti antico come le Olimpiadi e nasce in relazione ai Giochi Olimpici quando, per permettere lo svolgimento degli stessi, veniva garantita l'inviolabilità di Olimpia e l'incolumità di coloro che vi si recavano per assistere o partecipare alle gare. In questo tempo cessavano tutte le inimicizie - pubbliche e private - e nessuno poteva essere molestato, specialmente atleti e spettatori che dovessero attraversare territori nemici per recarsi ad Olimpia. Da allora, la Tregua Olimpica ha rappresentato un momento ma soprattutto un Valore fondamentale dei Giochi Olimpici.
Il 23 giugno 1894 fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e deliberata la ripresa dei Giochi Olimpici che, soppressi nel 393 d. C., si sarebbero celebrati dopo oltre 1500 anni ad Atene, nel 1896. I Giochi vennero riproposti come istituzione fondamentale nell’ambito di una più ampia valutazione sull'importanza dello sport nella formazione dei giovani e dell'individuo in generale e come strumento di pace. Il CIO si è sempre impegnato a far rivivere l'antico concetto di Tregua Olimpica al fine di tutelare gli interessi degli atleti e dello sport e di incoraggiare la promozione della pace e la soluzione diplomatica dei conflitti nel mondo.

Il pensiero va oggi all'essenza e alle finalità delle Istituzioni che rappresentano lo sport in Italia e nel mondo. Esse hanno ragione di esistere e di essere sostenute da contributi pubblici se, e fintanto che, riescono ad esprimere, affermare e promuovere i valori formatori e sociali dello sport. Tra questi, la corretta gestione e la tutela -fisica e psichica- degli atleti e il rispetto per tutto ciò che è relativo al più alto momento sportivo costituito dalle Olimpiadi e connesso all'antico, ma ancora attuale, concetto di Tregua olimpica. Essa prevede il semplice principio di rimandare qualsiasi guerra e controversia, sia pubblica che privata, a dopo lo svolgimento dei Giochi Olimpici. Un principio finalizzato a sostenere e salvaguardare gli atleti ma anche tutti coloro che sono coinvolti nell’evento - tecnici, delegazioni, sponsor, stampa, media, etc. - e a promuovere lo Sport e i suoi valori fondanti nonché le singole discipline olimpiche. Un principio elementare ma anche un valore che, tuttavia, sembra trovare difficoltà ad essere posto in essere.