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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Migliaia di allevatori festeggiano a Roma Sant'Antonio Abate

UN momento della benedizione. Foto Annalisa Parisi
UN momento della benedizione. Foto Annalisa Parisi

La grande festa della “Giornata dell’Allevatore ” a Roma ed in Vaticano ha caratterizzato l’intera mattinata di giovedì 17 gennaio 2019: migliaia di allevatori con le loro famiglie, provenienti da tutta Italia, hanno ancora una volta, per il dodicesimo anno consecutivo, gioiosamente “invaso” lo spazio antistante il celebre Colonnato del Bernini, di fronte al sagrato di San Pietro, per celebrare degnamente, tutti assieme a livello nazionale, il loro santo Patrono, Sant’Antonio Abate.
Una giornata di festeggiamenti, preghiera e riflessione, organizzata dall’Associazione Italiana Allevatori-A.I.A. assieme alle associate territoriali ed alla Coldiretti, che nell’occasione ha divulgato lo studio “Fattoria Italia” sullo stato ed il ruolo degli allevamenti nazionali per l’economia e la società.
Consolidato il ricco programma della manifestazione, che ha visto pacificamente mescolati allevatori, cittadinanza romana e numerosissimi turisti in visita nel cuore della Cristianità ad ammirare la “Fattoria sotto il cielo” in Piazza Pio XII e la sfilata di cavalli e cavalieri partita da Castel Sant’Angelo percorrendo tutta Via della Conciliazione, al termine della messa celebrata in San Pietro dal Cardinale Arciprete per la Basilica Vaticana, Angelo Comastri.
Nei recinti della “Fattoria sotto il cielo”, una piccola ma significativa rappresentanza degli animali presenti negli allevamenti italiani, alcuni simbolo della ricca biodiversità patrimonio della zootecnia nazionale: dalle bovine Frisona, Pezzata Rossa, Chianina, Marchigiana, Limousine, alle pecore delle razze Sarda e Sopravvissana, alle capre Maltesi, al Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido ed all’Asino Amiatino, conigli di varie razze, galline Ancona, oche Venete e Germani Reali; non potevano mancare i suini – animali simbolo associati nell’iconografia classica al Santo protettore Antonio Abate - , con il maiale Nero Casertano. Altre razze equine hanno poi sfilato, seguendo la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a Cavallo, assieme alle rappresentanze del Reggimento Corazzieri, del CUFAA (Comando Unità per la Tutela Ambientale, Forestale e Agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri), dei Lancieri di Montebello e della Polizia di Stato, presente anche con le unità cinofile; presenti in particolare il cavallo Lipizzano dell’Allevamento Ascal di Monterotondo, portato dal Crea, il Maremmano, il Tolfetano, il Sanfratellano, il Pentro e gli Haflinger, questi ultimi utilizzati dal Centro di riabilitazione Equestre di Villa Buon Respiro, in provincia di Viterbo. Da Monterotondo, Comune alle porte della Capitale, in sfilata anche la Confraternita della Pia Unione di Sant’Antonio, recante un’antichissima statua del Santo.

Breve ma suggestiva come di consueto la cerimonia ufficiale dal palco antistante la “Fattoria sotto il cielo”, prima della benedizione impartita dal cardinal Comastri ad uomini ed animali. Il Vicario di Sua Santità Papa Francesco ha ribadito parte del messaggio lanciato durante l’omelia nella Messa del mattino, confermando il ruolo importante per tutta la società svolto dalla famiglia contadina, che conserva e tramanda valori assoluti quali l’impegno nel lavoro quotidiano, la costanza anche nelle avversità, la tutela del Creato ed il rispetto della Natura. “Gli allevatori italiani sono la parte più bella e sana della società”, ha dichiarato Comastri.