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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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La lezione dei WEG sul benessere di cavallo e cavaliere

Gentile Direttore,
Le chiedo di accogliere queste mie riflessioni in merito alla classifica dei Mondiali di Caen.
L’Italia ha concluso la sua partecipazione con un dignitoso ottavo posto.
Desidero condividere la mia lettura di questo risultato.
L’ottavo posto è stato conquistato grazie a due medaglie d’argento ed a una d’oro.
In quali discipline?
Nel paradressage e nel volteggio. Nelle altre discipline non si è riusciti neppure a sfiorare il podio: miglior risultato quello di Luca Moneta, unico italiano tra i 50 Top riders e 37esimo nella classifica finale del salto ostacoli.
A me salta agli occhi e spero così anche a voi, in primis a chi preposto all’ordinamento del nostro sport.
Tanto il Paralimpico quanto il Volteggio sono discipline cresciute, in Italia, affondando le radici nel tessuto sociale e realizzate spesso grazie all’aiuto di cavalli “inutili” ma ancora disponibili ad interagire con l’uomo. La cultura dei tecnici di queste attività è stata contaminata dalla cultura del socio-sanitario ovvero quella che mette al centro l’individuo nella sua diversità.
Curioso, inoltre, che il miglior risultato nell’attività top - il salto ostacoli -  sia stato ottenuto da un cavaliere conosciuto anche per il suo interesse e impegno per i metodi basati sulla relazione rispettosa della natura del cavallo.
Il risultato dei recenti Weg, se da una parte conforta chi da trent’anni è impegnato a sostenere l’importanza e la necessità di rendere la dignità al cavallo e al cavaliere, dovrebbe a mio avviso sollecitare un ripensamento sull’ordine delle priorità e della scelte nell’educazione e preparazione tecnica dei binomi da parte di tutti gli Enti e gli Operatori di questo nostro comparto.

        Nicoletta Angelini
        Presidente ASD L’Auriga Onlus