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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Articolo completo

I purosangue, i palii e la chiarezza

Caro Direttore, mi permetto di scriverLe ancora perché il vostro sito di informazione probabilmente è l’unico che può fare chiarezza su alcuni argomenti.

Non mi intendo molto di galoppo, con tutti i miei limiti cerco comunque di tenermi aggiornato, così, quando possibile, approfondisco anche le circolari e i documenti che compaiono sul sito del MIPAAF che riguardano il settore galoppo.

Recentemente (07 agosto) è stata pubblicato un documento (Prot. 56201) che decreta la sospensione del decreto 47547 del 02 luglio scorso relativamente all’articolo 72 del Regolamento delle corse al galoppo.

Purtroppo la testata Gaet.it ha inizialmente fornito una notizia completamente errata in merito al decreto del 07 agosto, attribuendo a questa norma lo scopo di aprire le corse a cavalli esteri (e pensare che hanno il coraggio di dare degli incompetenti ad altri!).

Purtroppo come spesso accade qualcuno riporta gli scritti di Gaet su altri siti (ad esempio chorse, sul quale leggo pur non essendo iscritto) e molti utenti, poco attenti e altrettanto poco informati argomentano senza verificare l’attendibilità della fonte (e come fonte Gaet.it spesso si è rilevata poco attendibile!).

Oggi ho inviato una mail a Gaet.it, decisamente poco diplomatica (i nostri rapporti non sono buoni, eufemismo) nella quale evidenziavo l’errore, poco fa, ho verificato che Gaet.it aveva rimosso l’articolo originale inserendo una “retifica” a firma di Diego Giunta (che non conosco) che, se possibile, è a mio avviso peggio dell’articolo precedente, entro nel dettaglio: da quello che ho potuto constatare (e chiedo a Voi la cortesia di approfondire l’argomento per fare chiarezza) leggendo il Regolamento del Galoppo, e le successive modifiche, appare che:

1)      prima della modifica del 2 luglio scorso, ai cavalli purosangue che avessero partecipato ad una riunione non autorizzata, sarebbe stato inibita la partecipazione a corse in riunioni riconosciute o autorizzate per un periodo di 24 mesi (nelle corse autorizzate non possono partecipare cavalli non di puro sangue o allontanati né fantini sospesi o squalificati).

2)      con il decreto del 02 luglio u.s. valutato che l’ordinanza Martini del 21 luglio 2011 avrebbe ristabilito condizioni di sicurezza volte ad evitare abusi ai danni dei cavalli, e ritenuto necessario che i Comitati ed Enti organizzatori delle manifestazioni (extra ippodromi) prevedano il controllo antidoping per tutti i partecipanti in base al Regolamento del MIPAAF, il quale nomina gli incaricati al controllo, con spese a carico dei Comitati, sostanzialmente si rende possibile la partecipazione dei cavalli purosangue: anche i presenza di cavalli di altre razze senza infliggere loro l’allontanamento di 24 mesi, fermo restando invece l’allontanamento per “corse” in riunioni non autorizzate.

3)      Con il decreto del  07 agosto che sospende il decreto del 02 luglio di fatto si ritorna al vecchio Regolamento, ovvero: i cavalli purosangue possono partecipare a corse autorizzate, le quali non possono prevedere la contemporanea partecipazione di cavalli non di puro sangue (o allontanati) né fantini sospesi o squalificati.

Di conseguenza, a mio avviso, ciò che ha scritto Diego Giunta su Gaet.it :

      “ ... i cavalli che corrono i Palii, che fino a oggi non potevano rientrare, ufficialmente, nel circuito riconosciuto se non dopo 24 mesi. In sostanza è stato legalizzato un fenomeno che era già nei fatti.”

 non è corretto perché non è stato sospeso l’articolo 72 bensì la sua modifica del 02 luglio, quindi il 07 agosto non è stato legalizzato un bel nulla, ma semplicemente si è ritornati a quanto era previsto prima del 02 luglio 2015.

Capisco che queste mie osservazioni possono sembrare di “lana caprina” ma l’approssimazione di un certo tipo di informazione, come ad esempio il recente “caso Martina-Radio Popolare”, che ha poi portato a lettere e interventi audio e via dicendo, di fatto portano i lettori a prendere decisioni sulla base di notizie false, e ad individuare come attendibili, se non autorevoli, fonti e persone che di fatto non lo sono, un vero peccato!
Mi piacerebbe molto che un giorno, possibilmente non troppo lontano il film “cult” per gli operatori ippici italiani smettesse di essere rappresentato da “Febbre da cavallo”, con il pur bravissimo Proietti, e potesse invece prenderne il posto “Il cavaliere elettrico”(una delle prime VHS acquistate), con Redford e Jane Fonda (arrivare a pensare ai film ispirati da Monty Roberts & Co. sarebbe utopia!)


Ringraziandola per l’attenzione Le porgo cordiali saluti.