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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Finalmente riconosciuto il Purosangue Orientale

In Home page Bascira. Nella foto qui sopra ed in quella che appare cliccando l\'autore dell\'articolo insieme a Neiade
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LA DECISIONE è maturata durante una riunione della Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico, tenutasi il 28 marzo, alla presenza di una commissione del Cavallo Purosangue Orientale nominata dall’istituto di Incremento Ippico per la Sicilia, che ha relazionato in merito. Tale provvedimento coincide, inoltre, con una procedura di infrazione che la Comunità Europea aveva avviato nei confronti dell’Unione Nazionale Incremento Razze Equine sui criteri di iscrizione degli equidi nei Libri Genealogici.
La lunga attesa del Cavallo Purosangue Orientale per un proprio Libro Genealogico è durata incredibilmente più di vent’anni, durante i quali si sono susseguiti innumerevoli vani interventi da parte di presidenti della Regione Sicilia, di assessori regionali all’Agricoltura, dell’Istituto di Incremento ippico per la Sicilia, dell’Associazione Siciliana Cavallo Orientale e di singoli allevatori.
Con  Decreto Ministeriale n. 3580 del 12 giugno 2008, l’Unire ha ufficialmente approvato il nuovo “Disciplinare del Libro Genealogico dei cavalli delle razze: Orientale, Anglo-Arabo e Sella Italiano.
L’istituito Libro Genealogico del Purosangue Orientale è distinto in due sezioni: la prima per il Puro Sangue Orientale (P.S.O.), che comprende i cavalli discendenti dei Purosangue Arabi o Orientali registrati nello Stud Book italiano fin dal 1875 ed i loro incroci con i P.S.A.(W.A.H.O.); la seconda sezione per il Cavallo Orientale, che comprende Cavalli Orientali diversi dal Puro Sangue Orientale e dal Puro Sangue Arabo, provenienti da libri genealogici esteri riconosciuti.
Ai cavalli Puro Sangue Orientale è stata convenzionalmente attribuita una percentuale di Sangue Arabo del 95%, mentre ai cavalli Orientali una percentuale di Sangue Arabo del 75%. Altra importante novità è rappresentata dal fatto che i soggetti di Purosangue Orientale, al raggiungimento del terzo anno di età, passeranno direttamente dal Registro Puledri a quello Supplementare Fattrici e Stalloni. 
Per comprendere l’importanza di questa  razza bisogna partire dalle sue origini, ed esattamente dal 1875, data che segna l’istituzione dello Stud Book Italiano. Il primo volume venne pubblicato a Roma nel 1880. Questo libro fu istituito in tutte le maggiori Nazioni d’Europa, che imitarono l’esempio dell’Inghilterra.
Lo Stud Book stabiliva che in esso dovevano essere iscritti, con rigorosa precisione, tutti quei cavalli la cui pura origine era comprovata, affinché questo potesse rappresentare una guida sicura per gli allevatori nella scelta di cavalle e stalloni di puro sangue.
Questo compito era affidato al Comitato, composto da cinque membri ed un segretario. Essi avevano l’obbligo di compilare e custodire il libro genealogico del puro sangue e di esaminare tutta la documentazione comprovante la purezza dei soggetti da iscrivervi, e di rilasciarne il relativo certificato.
Il miglioramento nella produzione equina era assicurato dai depositi dei cavalli stalloni, attraverso i quali lo Stato forniva agli allevatori stalloni esteri o nati in Italia, unicamente di razza pura, araba o inglese.
Il libro genealogico comprendeva il puro sangue inglese, il puro sangue arabo e il puro sangue inglese-arabo.
Con la denominazione di puro sangue arabo erano designate le razze Orientali, comprese le Africane, delle quali doveva essere certificata la provenienza.
Il PSO è il diretto discendente del Desert Bred (DB), il cavallo arabo del deserto che, importato in Italia, veniva registrato con il nome di Purosangue Orientale, volendo indicare con il termine Orientale il tipo Asiatico.
Questi criteri di registrazione e di selezione stabiliti nello Stud Book italiano hanno permesso di mantenere, fino ai nostri giorni, un prezioso nucleo di soggetti di Purosangue Orientale del ceppo originario che, perfettamente acclimatati nel nostro ambiente con oltre 130 anni di selezione ed allevamento, costituiscono oggi la più antica razza italiana in purezza di ceppo autoctono.
Il cammino del PSO, però, non si è ancora concluso. Gli allevatori siciliani vogliono sottoporre le nobilissime genealogie del PSO alla valutazione della Waho (World Arabians Horse Organization). per il riconoscimento internazionale della razza.