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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Equitazione, alcune Regioni dicono sì alla Consulta

Comunicato della Consulta Italiana Equitazione: "Alcuni Governatori delle Regioni italiane accolgono l’appello lanciato due giorni fa dalla Consulta Italiana Equitazione e rispondono aprendo alla possibilità di tornare a cavallo. Si delinea adesso un panorama a macchia di leopardo in cui in alcune regioni ( si citano in via non esaustiva Emilia Romagna, Marche, Sicilia, Abruzzo, Veneto e Liguria) consentono la pratica dell’attività equestre, mentre il resto d’Italia rimane in attesa delle decisioni del Governo.

In ossequio alla richiesta del Governo di riprendere dal 4 aprile le attività sportive che consentono adeguato distanziamento e profilassi igienica, la Consulta Italiana Equitazione aveva chiesto alle Regioni di intervenire per includere l’Equitazione, dimenticata da un decreto lacunoso e poco comprensibile.

Le peculiarità dell’Equitazione fanno di questo sport l’attività ideale nell’ipotesi di una graduale riapertura: da sempre sport all’aperto per eccellenza, l’Equitazione consente un distanziamento minimo che non solo è compatibile con la normativa anti Covid, ma è addirittura superiore. Rimane quindi oscuro il motivo per il quale il Governo non abbia ritenuto di includerla tra le attività possibili.

Di qui l’intervento della Consulta Italiana Equitazione che oggi ottiene i primi riscontri positivi e ringrazia le prime Regioni che hanno aderito rispondendo all’appello del mondo equestre. Ora si attende riscontro dalle altre Regioni auspicando che possano rendersi emule delle prime.

Si auspica altresì che il Governo riconosca che il lavoro di chiamata a raccolta delle Regioni da parte della Consulta Italiana Equitazione è volto a colmare le inspiegabili lacune in materia di sport del DPCM 26.4.2020. Il Governo non interferisca dunque con le ordinanze regionali volte a rendere accettabile un decreto troppo lacunoso e spesso incomprensibile.