E' morto Roberto Gobbi, fu il padre di Fieracavalli
CON L'IMMATURA scomparsa di Roberto Gobbi se ne va uno degli ultimi gladiatori fieristici che hanno contribuito, nel ventennio 1970/1990, a fare della Fiera di Verona un vero e proprio gioiello nel panorama fieristico nazionale e internazionale.
Roberto era uno dei più entusiasti componenti di quel manipolo di audaci e testardi professionisti che Angelo Betti arruolò, solo apparentemente in maniera casuale, affinché la Fiera e Verona divenissero il fulcro di un sistema promozionale al servizio del mondo agricolo e agroalimentare oltre che di quella piccola e media imprenditoria che sentiva il bisogno di essere proiettata in una dimensione internazionale che significava reddito e occupazione, per tutti, per tanti.
Nel suo ruolo, era il responsabile commerciale, fu uno dei più solidi pilastri, forse con eccessivo anticipo sulle esigenze dei mercati, di una serie di eventi che oggi non esistono più (Protagri, Regalit, Faial, Acquacoltura, Herbora, etc.) e di altri (Vinitaly, Fieracavalli, Marmomacc, Samoter, etc.) che hanno valicato, successo dopo successo, gli stretti confini nazionali.
I suoi gioielli – le rassegne che lui più amava – furono Vinitaly e Fieracavalli. Alla prima dedicò molto, alla seconda diede l’anima sin da quel lontano 1976 allorché sostituì i desueti Mercati Autunnali Zootecnici arricchendola, edizione dopo edizione, di messaggi nuovi e stimolanti. Una rinascita che raggiunse il suo apice in occasione dei novant’anni dell’Ente (1988) con la registrazione di ben 160 mila visitatori e le famose quattro carrozze fatte convergere su Verona, per la cerimonia inaugurale, dai quattro punti cardinali.
Per questa manifestazione calcò gli scenari più impensati, gli allevamenti equini più o meno blasonati, gli eventi spettacolari più originali, il tutto per aggiungere contenuti invitanti a questa fiera che riportava in auge un quadrupede sulle cui “orme l’uomo aveva costruito la propria storia”.
A questa rassegna, Roberto ha davvero dedicato tutto se stesso. Sino a ieri ha collaborato, con il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze, per farla ogni giorno più bella. Ha tenacemente combattuto le recenti battaglie che la costringevano a misurarsi con un’agguerrita concorrenza.
La prossima 113ma edizione sarà orfana di uno dei suoi più appassionati protagonisti-spettatori. E, prima di tutto, saranno orfani i suoi tanti amici che, per quest’appuntamento, erano soliti arrivare a Verona per il semplice piacere di ritrovarsi e di rinverdire il passato recente e remoto, in amicizia e nostalgia.
Alla moglie Tina, ai figli Paola e Costantino, di cui andava orgoglioso, il nostro più sincero cordoglio e quello dei tanti che lo hanno conosciuto e gli sono stati amici.
A Roberto, un abbraccio e l’auspicio che, nella nuova dimensione, possa ritrovare Angelo, Piero, Giorgio, Giovanni, Fausto, Luigi, Alberto, Rino, Arturo, Beppe, Ermanno e i molti amici che con lui hanno offerto a Fieracavalli il meglio delle proprie professionalità affinché somigliasse sempre più a quell’evento “disegnato”, nell’estate del 1976, sugli spalti dell’ippodromo di Cesena (in occasione del Campionato Europeo di trotto), in animate dialettiche tra lui, Angelo Betti, allora segretario generale di Verona Fiere, e Giorgio Martinelli, ippofilo e animatore di tantissime iniziative come la mitica e seguitissima “sfilata delle razze”.(p.p.)

























