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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Delia Du Pommereux, ecco l'ultima signora del trotto francese

PARIGI. Il Prix de France 2021 ha segnato l’inattesa e clamorosa sconfitta di Face Time Bourbon. E’ successo che il più forte cavallo del mondo ha perso perché il suo driver Goop ha fatto l’arrivo a traguardo lontano, con Face Time Bourbon che negli ultimi 100 metri era praticamente fermo tanto da soccombere al finale sontuoso all’esterno di Délia Du Pommereux.
La gran Signora del trotto francese, la cavalla che colleziona piazzamenti nelle grandi classiche del meeting d’hiver, stavolta ha trovato la sua consacrazione. Con una retta d’arrivo impressionante. Ha messo il cuore Délia in quella rimonta fenomenale e il merito va anche al suo interprete, il due volte Sulky d’Or Eric Raffin. Sul traguardo del ricco e prestigioso 2100, un giro della grande pista di Vincennes, dunque i flashes dei fotografi non hanno inquadrato la casacca verde e gialla del due volte vincitore dell’Amérique, bensì la giubba nera con pois arancioni della figlia di Niky.
La vittoria del France della regolarissima giumenta nata nell’Orne è stata valorizzata anche dal record della corsa, 1.09.8. E’ il quattordicesimo successo in carriera che ha segnato anche il ritorno alla vittoria che mancava dal Bourbonnais 2019. La top performance Délia l’ha realizzata ad otto anni, che nel trotto francese rappresenta l’età di una consapevolezza agonistica. Le immagini dei lavori che puntualmente l’emittente Equidia ha diffuso per tutte le grandi corse del meeting, mostravano una cavalla calma, professionale.
Come ben documentava anche il suo rendimento in questa stagione parigina, iniziata con il terzo posto nel Bourgogne, proseguita con il secondo nel Belgique e confermata dal quarto posto nel Prix d’Amérique. “Ho visto mio padre Jean vincere questa corsa quando io avevo otto anni – le dichiarazioni di Eric Raffin alla vigilia – ed essere al via del France con Délia du Pommereux mi regala emozione”. Quell’emozione sul cerchio rosso del traguardo è diventata un hurrah di gioia. L’Eric adulto e driver sopraffino aveva realizzato il sogno del piccolo Raffin junior.
La gran dama del trotto francese ha vinto la corsa della vita nel France ma studiando il suo score c’erano i presupposti per non considerarla un outsider. Il padre Niky aveva vinto il Prix de Belgique 2007 ed era il terzo del Paris di quell’anno. Nella prima parte della carriera Délia è stata guidata da uno dei più tattici guidatori di Vincennes, Franck Nivard. A tre anni ha vinto un gruppo 3, nell’annata successiva altre due corse di gruppo 3, tra le quali il Prix Bellino sui 2100 con auto start. E la stagione dei quattro anni si era concluso con il prestigioso podio nel Critérium Continental, la classica internazionale che Parigi programma per i 4 anni e dalle quali esce sempre un campione. Dèlia alzava l’asticella nella sua prima stagione da anziana e a cinque anni  dopo aver vinto il Prix Marcel Laurent di gruppo 2 e il secondo posto nel Bretagne, centrava il Bourbonnais battendo la futura laureata dell’Amérique Belina Josselyn.
A sei anni riusciva a confermare il successo nella B che qualifica per la grande corsa di fine gennaio compiendo un’impresa perché lo sconfitto è il fenomenale Bold Eagle. La cavalla allevata nell’Orne ormai fa parte del gotha del trotto transalpino, così il suo settimo anno la vede conquistare piazzamenti di grande prestigio: terza nel France, quinta nel Paris e quarta nel Vitesse, dimostrandosi una performer completa capace di spaziare dai 2100 alla maratona fino alla prova di grande velocità della Costa Azzurra. Ed eccoci all’attualità, con l’impresa storica, una sgambatura perfetta, dove Délia vola e che convince il suo interprete, Eric Raffin a crederci con una rimonta stratosferica. Così dopo aver sconfitto Bold Eagle, ecco che anche Face Time Bourbon arrendersi a quell’allungo imperioso della grande dame. 

Paolo  Allegri