Dagli allevatori sardi lettera aperta a Zaia

Dagli allevatori sardi lettera aperta a Zaia

MARIO COSSU presidente dell’ANACAAD (Ass. Naz. Allevatori cavallo Anglo-Arabo e Dearivati) ha inviato la seguente lettera aperta al ministro dell’agricoltura Luca Zaia:

“Dopo tanti anni difficili ed alla fine dell’annata più pesante per il cavallo italiano e quindi per la maggior parte delle persone che grazie a questo meraviglioso essere vivente lavorano e traggono sostentamento, è doveroso ringraziare quanti hanno compreso il periodo particolarmente critico e si sono impegnati per trovare soluzioni. Dal marzo 2007 con la lettera dell’allora Ministro De Castro alle categorie dell’ippica il Governo italiano ha ripreso ad interessarsi del settore, con l’umiltà di capire e, quindi, agire. Quella lettera aperta è stata da noi molto apprezzata in quanto dava la possibilità a tutti di poter intervenire in senso costruttivo, dando l’opportunità, a chi ci governa e deve decidere gli interventi sui vari comparti produttivi, di comprendere e valutare al meglio le diverse situazioni. L’azione del precedente Governo ha portato in ultimo alla nomina del Consiglio d’Amministrazione dell’U.N.I.R.E., ponendo termine ad un periodo lunghissimo di gestione straordinaria dell’Ente nazionale. All’inizio del Suo mandato, Signor Ministro, seguendo un metodo che riteniamo opportuno e utilizzabile con facilità da tutti quelli che non hanno nulla da nascondere e qualcosa di serio da comunicare, Le abbiamo inviato una lettera aperta, come già al Suo illustre predecessore, presentandoci e fornendole alcune indicazioni che ritenevamo importanti, utili e che, ancor oggi, riteniamo fondamentali.
Purtroppo uno dei problemi italiani è quello dei personaggi abituati a salire sul carro dei vincitori, disconoscendo quello che di buono hanno iniziato o fatto altri e attribuendosi meriti che non hanno e nemmeno possono dimostrare. Quindi, anche per i Politici attenti e preparati, è difficile capire subito la reale situazione e riuscire a riconoscere in breve tempo i veri punti di forza o di debolezza di un sistema complesso come quello ippico sportivo. Noi non abbiamo ricette miracolose, come siamo certi nessun altro, ma siamo sicuri che sia possibile cambiare in meglio e che una celere analisi retrospettiva ci aiuterebbe nella scelta delle strade da seguire per riportare in auge l’allevamento italiano. Crediamo che tutti possano concordare sul fatto che “la certezza del Montepremi” sia la condizione senza la quale non può esservi trasformazione positiva per trotto, galoppo e cavallo sportivo da sella.
La nostra paura è che non sia attribuita la giusta considerazione al cavallo anglo arabo e soprattutto ai suoi derivati, che oggi sono parte fondamentale per numeri e qualità del Libro III (Sella italiano) e dove rischiano di subire discriminazione razziale. Il nostro è un appello a quanti hanno a cuore il bene del vero allevamento italiano e Lei, signor Ministro, che ha dimostrato un impegno esemplare nel difendere le produzioni italiane, può essere determinante anche nel fatto particolare. Fatto serio è l’inattività della Commissione Tecnica Centrale dei Libri Genealogici, proprio nel momento in cui, dopo aver risolto i problemi legati ad una procedura d’infrazione, non è stata più convocata lasciando noi allevatori nel limbo.
L’A.N.A.C.A.A.D., poiché l’ultima C.T.C. è a termine mandato, ha provveduto da tempo all’indicazione del suo rappresentante e ne ha comunicato il nome all’U.N.I.R.E. che, di fatto, nomina e convoca la stessa Commissione. Speriamo, quindi, che tengano conto di quanto richiesto dalle norme anche il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali, gli Assessorati per l’agricoltura preposti, i quali, per esempio, devono nominare tre funzionari tecnici esperti in ippicoltura. Da quanto esposto e, soprattutto, da un’attenta lettura e valutazione del Disciplinare dei Libri Genealogici si può capire quanto sia fondamentale la C.T.C. per il miglioramento delle razze e, quindi, quanto sia importante la composizione della stessa con persone altamente qualificate.
Infatti, se gli strumenti deputati al miglioramento dei cavalli delle razze Orientale, Anglo Arabo e Sella italiano non saranno fatti funzionare al meglio, non potrà esservi quel cambiamento favorevole che tutti auspichiamo, continuando a farci del male con le nostre mani e abbandonando sempre più un vero allevamento italiano a favore di altri. Dopo le parole favorevoli ascoltate a Verona, durante “Fieracavalli 2008”, nei riguardi degli allevatori, dell’allevamento, della filiera ippica e, quindi, sul lavoro di tantissime persone, ci aspettiamo che gli impegni promessi divengano realtà e che la corretta faziosità politica concorra a creare condizioni favorevoli per tutto il comparto, con ripercussioni positive per tanti settori, mestieri e lo stesso erario pubblico.
Noi confidiamo nell’impegno, nella collaborazione, in quel senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere, quando si deve rendere conto ad altri delle proprie azioni nella ricerca delle migliori soluzioni ai problemi.”

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  • Una fattrice di Anglo-arabo con il suo puledro
  • 15/12/2008 | Allevamento Mario Cossu
    Roma, 18 Maggio 2012
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