Crisi dell'ippica, interpellanza in Parlamento
INTERPELLANZA presentata dall’on. Giuseppe Marinello (Pdl) e altri 35 deputati a proposito della crisi dell’ippica: “I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che:
- il comparto ippico segnala ormai da molti anni, una crisi divenuta strutturale, che coinvolge l'intera filiera imprenditoriale, (dall'allevamento fino alla raccolta delle scommesse) le cui conseguenze rischiano di determinare una situazione di ulteriore criticità sia sul piano economico, a causa delle drastiche riduzioni delle agenzie di scommesse, che ha causato un progressivo decremento degli introiti sulle corse dei cavalli in un mercato sempre più inflazionato dai giochi non ippici, che sul piano occupazionale, il cui effetto, connotato anche dalla presenza di lavoro irregolare e dallo scarso rigore nel rispetto delle norme di legge, ha determinato un evidente riduzione del numero degli occupati diretti
- le previsioni per il 2012 prospettano uno scenario complessivamente negativo e penalizzante, nei riguardi del settore interessato, in considerazione della riduzione di 100 milioni di euro quale contributo previsto all'ASSI Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, (ex Unire), che comporterà una riduzione delle entrate stimata per oltre il 40 per cento;
- appare evidente, a giudizio degli interpellanti, che il mancato sostegno e la conseguente drastica riduzione dei fondi destinati alle corse, all'allevamento e all'intera gestione degli ippodromi, provocherà a partire dall'inizio del prossimo anno, effetti disastrosi per l'intera filiera ippica nazionale, con una ulteriore riduzione di migliaia di lavoratori del settore privi di occupazione e oltre 15 mila cavalli da destinare al macello, con conseguenze devastanti sull'indotto e con l'impossibilità da parte dell'amministrazione statale di introitare, come avvenuto nel presente anno, circa 180 milioni di euro di imposte tributarie;
- le evidenti responsabilità negative della gestione del suesposto comparto, da parte dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che per oltre un decennio, ha governato le scommesse ippiche e la modulazione delle risorse finanziarie per il settore, a giudizio degli interpellanti appaiono pertanto chiare, con particolare riferimento alla questione dei cosiddetti minimi garantiti che sarebbero dovuti essere corrisposti in maniera assolutamente regolare nei riguardi dell'ASSI. (ex Unire) affinché entrassero a regime nel settore, ed invece non sono stati mai attribuiti alla medesima Agenzia;
- risulta altrettanto evidente, a giudizio degli interpellanti, il carattere approssimativo con cui i concessionari delle scommesse ippiche e l'ente preposto alla tutela del settore, hanno contrastato una successione di situazioni critiche, che a causa di palesi inesattezze nella gestione, hanno danneggiato profondamente l'ippica italiana;
- in una fase economica e finanziaria di emergenza come quella attuale in cui la crescita dell'economia italiana risente del rallentamento di quella globale, e la razionalizzazione e l'ottimizzazione delle risorse disponibili non consentono obiettivamente ampi margini d'intervento per gli investimenti e per i finanziamenti ad hoc a favore delle disciplina sportive, appare tuttavia evidente, a giudizio degli interpellanti, intervenire a favore di un settore come quello ippico, di tradizioni prestigiose, che ha contribuito ad accreditare l'immagine vincente dell'Italia nel mondo, salvaguardandolo dai rischi obiettivamente concreti di una definitiva scomparsa;
- il comparto ippico, in considerazione di quanto esposto in premessa, necessita conseguentemente di una rivisitazione complessiva ed organica dell'impianto normativo, che non riguardi soltanto la politica di gestione delle scommesse, ma che sia nelle condizioni di adottare una serie di provvedimenti per la definizione delle situazioni pregresse, al fine di costituire un punto di partenza per l'impostazione della nuova convenzione nell'ambito di un processo di rivisitazione dell'attuale circuito ippico nazionale;
quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di prevedere gli strumenti necessari per affrontare e risolvere la crisi del settore ippico, le cui criticità, esposte in premessa, destano evidenti preoccupazioni nei riguardi di un comparto dalla tradizione centenaria, composto da migliaia di operatori, che richiede una profonda ristrutturazione, sia per garantire i livelli occupazionali, sia in relazione alla struttura distributiva delle scommesse ippiche.



























