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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Conferenza del sella, allevatori all'attacco.

cavallo anglo-arabo
cavallo anglo-arabo

LA CONFERENZA GENERALE DEL SELLA si è insediata mercoledì 11 luglio a Roma presso la sede dell’Unire con il seguente ordine del giorno: 1) Disamina generale del settore; 2) Calendario dei lavori futuri della Conferenza e/o delle Commissioni istituite con Determinazione n.134 del 24 maggio 2007. Dopo i saluti formali e gli auguri di buon lavoro da parte del Commissario Melzi e del Segretario Generale f.f. Soverchia, che non hanno poi partecipato ai lavori della Commissione, la seduta è stata moderata dal Direttore Generale dell’Ente Marco Pittaluga. 
Erano presenti i rappresentanti delle varie Associazioni invitate a partecipare: Lalla Novo per le Giacche Rosse; Vittorio Orlandi per L’APICE (proprietari); Mario Cossu e Raffaele Chierchi per l’ANACAAD (allevatori anglo-arabo e derivati); Giuseppe Bicocchi e Raffaele Franceschetti per L’ANACSI (associazione cavallo da sella); Granucci, Modesti e Sala per il COE (organizzatori di eventi); Cimenti e Marcocci per l’ANAM (allevatori cavallo maremmano); Rota per l’ANICA (allevatori cavallo arabo); Merulli per l’ANCEE (associazione del CCE); Tullio Giuliani per l’AIPAC (proprietari e allevatori); Giuseppe Moretti  per l’ANIE (istruttori).
La discussione, incentrata fondamentalmente sul primo punto dell’Ordine del giorno, con varie enunciazioni di “principio” sulle cure necessarie per il cavallo da sella in Italia, sono emerse delle posizioni di dissenso relative alla composizione della Conferenza stessa che, sulla base della determinazione istitutiva a firma del Segretario Unire f.f Soverchia, prevede da una parte una componente fissa, fondamentalmente rappresentata da istruttori, cavalieri, titolari di centri ippici ed organizzatori di eventi sportivi e dall’altra gli allevatori (ANACAAD, ANICA, ANAM)a costituire una componente occasionale da invitarsi unicamente nel caso che siano in discussione argomenti d’interesse particolare e a giudizio dell’Ente.
In particolare l’ANACAAD, in quanto rappresentante degli Allevatori del Cavallo Anglo-Arabo e dei cavalli da Sella che da questo derivano, ha duramente rappresentato il proprio malcontento e protestato contro tale discriminazione che va a colpire proprio i principali “utenti” dell’Unire e i primi sostenitori del comparto, cioè gli allevatori. Secondo i rappresentanti dell’Associazione è incomprensibile che essi siano stati esclusi dal comitato permanente dato che il cavallo Anglo Arabo da solo occupa una delle tre sezioni del Libro Genealogico del Cavallo da Sella Italiano. Hanno dichiarato, inoltre, di riservarsi ogni necessaria azione legale a tutela del diritto di essere rappresentati e hanno denunciato il tentativo all’interno della Conferenza neo-istituita di costruire un “cartello” in cui tutti gli interessati sono tutelati tranne proprio quelli dell’Allevamento.