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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Cavallo da sella, l'ANACAAD risponde al ministro/2

L’ANACAAD da parte sua precisa quanto segue
1) prende atto, com’è ovvio, della sola funzione di consultazione attribuibile a tutte le componenti della Conferenza Generale del Sella
2) nulla ha da eccepire relativamente al fatto che alcune associazioni abbiano ritenuto di unirsi nel c.d. Gruppo Associazioni Sella; risulta tuttavia strano e non coerente con gli obiettivi generali di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, oltre che per la dichiarata esigenza di “semplificazione dell’interlocuzione” contenuta nella medesima determinazione 134, che i delegati del G.A. Sella siano in numero di 6 per 6 Associazioni nella rappresentanza fissa della Conferenza Generale del Sella
3) l’ANACAAD, come da proprio Statuto, è in perfetta sintonia con gli obiettivi della Conferenza Generale del Sella, proprio per la sua natura di tutore di interessi di quel Settore dell’Allevamento cui lo stesso Sig. Ministro fa esplicito riferimento
4) Per quanto l’ANACAAD sia una sigla recente nel panorama allevatoriale, essendo nata nel marzo dell’anno 2004, essa ha compiuto il suo processo costitutivo seguendo le norme prescritte ed ottenendo la Personalità giuridica che gli consente di avere la necessaria autorevolezza ed i requisiti di legge per il confronto con le Istituzioni; peraltro, l’ANACAAD è sigla meno recente di altre che, invece, pur prive di personalità giuridica sono considerate interlocutori con maggior dignità da parte dell’UNIRE; l’ANACAAD, esattamente come le altre sigle ritenute appunto interlocutori privilegiati da parte dell’UNIRE non pretende di “reclutare” l’intero comparto di riferimento; non risulta, per esempio, per dirne alcune, che l’AIPAC rappresenti tutti i Proprietari ed Allevatori o che l’APICE rappresenti tutti i proprietari o che il COE possa in alcun modo rappresentare tutti gli operatori che in Italia organizzano eventi equestri; l’ANACAAD, inoltre, non partecipa alle riunioni della Conferenza Internazionale del Cavallo Anglo Arabo come “uditrice” come erroneamente riportato nel documento di risposta all’interrogazione De Petris, ma come membro effettivo di pari dignità con UNIRE ed ex Istituto Incremento Ippico della Sardegna, con diritto di voto in assemblea e di libera espressione nei lavori delle Commissioni. Non risulta, inoltre, comprensibile con quale motivazione l’ANACAAD venga reputata in grado di rappresentare interessi circoscritti e non generali, mentre le sigle che fanno parte del c.d. Collegio di base vengono, tanto implicitamente quanto inspiegabilmente, considerate in grado di rappresentare interessi generali. Va, ancora una volta, ricordato che il cavallo Anglo Arabo e i suoi derivati rappresentano in Italia nell’ambito del Cavallo da Sella e, pertanto, del competente Libro Genealogico una cospicua parte dell’intero patrimonio nazionale del cavallo da sella e, sicuramente l’unica, all’interno del Libro, genuinamente italiana in quanto veramente prodotta e allevata in Italia. Va da sé che il concetto di “interessi circoscritti e non generali” è applicabile a qualunque sigla tranne, ovviamente, a quelle sigle che hanno connotazione pubblica e che, proprio per la generalità degli interessi che debbono tutelare e coordinare, hanno l’obbligo di confrontarsi, sia pure in forma soltanto consultiva, con le realtà associative che possiedano requisiti certi e riconoscibili e non riferibili ad una soggettività di giudizio.
5) L’ANACAAD non ha mai dichiarato di detenere il Libro Genealogico del cavallo Anglo Arabo, né risulta che la detenzione di un Libro Genealogico sia un prerequisito per avere piena cittadinanza all’interno della Conferenza Generale del Sella, quindi non si comprende perché tale fatto venga evidenziato come un “difetto” dell’ANACAAD nel documento a firma del Sig. Ministro. Peraltro, nessun’altra sigla risulta essere titolare di LG con la sola eccezione dell’ANAM che pure è stata esclusa dal c.d. Collegio di base.
6) Infine l’ANACAAD (Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Anglo Arabo e Derivati) non comprende quale sia il senso della “concessione di un’aggregazione” alla Conferenza Generale del Sella limitatamente alle attività consultive relative agli aspetti specifici del cavallo Anglo-Arabo, ovvero se e quando venga ritenuta opportuna la partecipazione ai lavori. Atteso che l’Associazione si occupa non soltanto del cavallo di razza Anglo Araba, ma anche dei suoi derivati (che in termini numerici verificabili rappresentano la quota percentuale più rappresentativa all’interno del Libro genealogico) è proprio la discriminazione rispetto alle altre sigle che risulta incomprensibile, laddove nessun’altra Associazione all’interno della Conferenza può dichiarare rappresentatività per tale complessa categoria di cavalli da sella.
“Vogliamo, inoltre, ricordare al Sig. Ministro che l’A.N.A.C.A.A.D. ritiene fondamentale la creazione di un “Tavolo di concertazione”, che ponga finalmente fine a quel deleterio “sistema a compartimenti stagni” che sta rendendo la vita difficile alla maggior parte degli allevatori del cavallo da sella Italiano. Tavolo in cui possano essere stabiliti gli obiettivi e studiati programmi di lungo termine che permettano all’allevatore di esercitare un’attività imprenditoriale ed all’UNIRE di tutelare, salvaguardare e rilanciare le razze Italiane da sella restituendogli la dignità che meritano nell’ambito dell’ippicoltura nazionale. Noi degli angli arabi e derivati non abbiamo paura del confronto, soprattutto se le regole sono eque e valgono per tutti.