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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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''Benessere del cavallo, lavorare tutti insieme''

Caro Direttore, mi chiamo Fabrizio Fabbri e vivo a Faenza in provincia di Ravenna. Ho partecipato al convegno che si è tenuto a Verona, sul benessere del cavallo, e ne sono uscito veramente entusiasta: finalmente ho passato in fiera tre ore dove ho sentito parlare anche i cavalli per voce vostra, e quindi vi ringrazio per avere organizzato questo incontro in questa splendida vetrina.
Ho ascoltato che c'è una certa attenzione per la formazione di veterinari sulla specializzazione di tecnico del benessere non solo fisico del cavallo, che si cercherà di formare ragazzi che possano intraprendere una carriera sportiva o manageriale sempre con un occhio di riguardo sul benessere di questo animale,ho guardato con attenzione come allevano i puledri nella caserma di Pinerolo.
Visto che per problemi di tempo non abbiamo sviluppato il dibattito, vorrei porre a voi che siete persone autorevoli in materia questa domanda: non pensate si debba lavorare già da subito creando un protocollo d’intesa fra tutte le varie Associazioni e Federazioni, che in Italia sono una marea,e perchè no voi, onde fare nascere un programma didattico per formare persone che come me sono nell'ambiente equestre da anni, dando loro le conoscenze scientifiche e tecniche perchè possano essere abilitati a diventare tecnici del benessere equino anche se non sono laureati o diplomati ma semplici uomini di cavalli che vogliono diffondere a macchia d'olio questo vangelo del benessere del cavallo e non solo?.
Naturalmente non parlo di un corso di qualche giorno ma di un qualcosa di serio a livello nazionale dove si possa studiare e imparare. Sui costi e sui tempi di durata non spetta a me a decidere.
Queste persone potrebbero essere abilitate a presentarsi in un centro FISE, ANTE ecc e dire finalmente io posso insegnarvi come trattare meglio il vostro cavallo perchè ne ho le qualità e le conoscenze
Cordialmente
FABRIZIO FABBRI

Risponde MARIA LUCIA GALLI. Carissimo Fabrizio, hai ragione. Sarebbe ora che chi frequenta i cavalli approfondisse la conoscenza non solo dei loro bisogni sia fisici che mentali, ma anche del loro modo di percepire il mondo e di rapportarsi ad esso.  Solo così sarebbe infatti possibile mettere in atto un tipo di addestramento e di “utilizzo” rispettoso delle loro esigenze nell’interesse di entrambi i partner del binomio equestre.
In questo periodo si parla molto di benessere del cavallo, e questo non può che essere fonte di grande conforto per chi, come noi di Cavallo2000, si batte da anni per migliorare le condizioni di vita di questo nostro antico compagno. Ma se benessere non fa il paio con conoscenza  etologica e approfondimento della tecnica equestre, rischia di essere una parola vuota. Approfondire il portato dei più recenti studi di etologia sul cavallo va a mio avviso combinato con un altrettanto attento studio degli antichi testi di ippologia e con un miglioramento costante della nostra tecnica equestre.
Insomma, come tu giustamente noti, va recuperata tutta intera la cultura del cavallo sia quella passata ( rispetto alla quale si possono avere molte e piacevoli sorprese) che quella legata ai più moderni studi scientifici. Il fine è aumentare la nostra sensibilità equestre per essere sempre più capaci di metterci in ascolto dei tanti messaggi di gioia o di disagio che i nostri cavalli quotidianamente cercano di comunicarci. Insomma la cosa importante è puntare sulla relazione usando tutti gli strumenti a disposizione, ma soprattutto fidandoci anche del nostro istinto e della nostra capacità di saper ascoltare.
Anche io sono dell’opinione che sia giunto il tempo di creare una rete tra tutti gli appassionati, superando gli antichi steccati, per approfondire sempre di più queste tematiche e che possano e debbano essere messi in atto dei seri corsi di riqualificazione  e di formazione. Qualcosa si sta muovendo e sono convinta che presto potrai venire a conoscenza di  nuove e interessanti iniziative anche attraverso le pagine della nostra agenzia.