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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Arezzo, domina l'allevamento delle Sementarecce

Andante, allegro, con brio” e’ la musica che c’è’ nell’aria, nonostante il Covid, alla finale del circuito classico dei cavalli italiani ad Arezzo.

Rispetto, distanze e mascherine non offuscano le giornate clou dell’allevamento del cavallo sella italiano.

Sono più’ di 20 i giudici bravi e preparati, nel loro mestiere, capaci di premiare i migliori cavalieri e le migliori amazzoni, che san montare in avanti.

Ed eccoli qui i bellissimi cavalli italiani ad Arezzo, cresciuti belli e sicuri nei loro giusti equilibri.

Sono stati più’ di 600 gli iscritti quest’anno a questa manifestazione dell’Equestrian Center di Arezzo. Lo spettacolo entusiasmante.

Oggi, Le Sementarecce, l’allevamento creato da Mario Mencarelli, scomparso da poco tempo, ha dominato la giornata, con un primo posto di Emilio Bicocchi su Delirio delle Sementarecce che ha vinto la sei anni e con Beatrice Tamagnone che su Emiro delle Sementarecce e’ arrivata terza nel campionato dei 5 anni maschi.

Commovente e bello pensare al Dott. Mencarelli, nella sua bella Toscana, che continua a vivere nei suoi cavalli.

Ho seguito la finale dei sei anni insieme ad Adriano Gigli : erano più’ di 30 i partenti su di un severo percorso di 135 . J’adore Travagliati: difficile, ma senza trappole o distanze troppo corte, questo percorso per cavalli ancora un po’ bambini. Ma che fisici! E che condizione! Dei fusti e delle fustacchione! Allegri e sgroppettanti fino all’uscita del terzo giorno o distesi e sereni a redini lunghe verso casa .

Mi soffermo un momento sui 30 binomi dei 6 anni. C’erano in sella in tutto il campionato ed e’ un gran bene, cavalieri famosi come Emilio Bicocchi, Bruno Chimirri, Paolo Adamo Zuvadelli, Ludovica Minoli, Francesco Turturiello, esempi meravigliosi di professionalità’ e di stile, ma mi ha felicemente rallegrata la quantità’ di amazzoni e cavalieri, a me sconosciuti che montavano bene in avanti, benissimo direi, da manuale di scuola di equitazione italiana, degni di un futuro pieno di gloria, con i loro bei cavalli Made in Italy.

Amore e competenza sono le parole che descrivono meglio il lavoro di questo settore della nostra equitazione e del nostro italian style famoso nel mondo.

Lo scrivo sempre e non mi stanco di ripeterlo, siamo partiti in ritardo rispetto al resto dell’Europa, perché’ l’Italia era più’ povera, ma oggi i cavalli del nostro allevamento nazionale non han nulla da invidiare a qualsiasi cavallo allevato in giro per il mondo, con un atout in più’: il fatto che in Italia ,in generale , si predilige la qualità’ alla quantità’.